Raccolta rifiuti: gli addetti raddoppiano lo sciopero

Sindacati ed associazioni datoriali litigano su tutto: dalle tutele ai permessi

L’aspetto delle nostre città potrebbe risultare non proprio decoroso, nelle prossime ore, perché gli addetti all’igiene ambientale – tra cui vanno menzionati quelli che si occupano specificamente della raccolta rifiuti – hanno deciso di incrociare nuovamente le braccia. Il nuovo sciopero, che si protrarrà fino alla mezzanotte di oggi mercoledì 15 giugno, arriva a poche settimane di distanza da quello indetto lo scorso 30 maggio. Alla base della protesta, il mancato rinnovo del contratto – fermo da quasi tre anni – su cui Utilitalia e sindacati non riescono a trovare un’intesa. A tentare una mediazione è stata l’Anci (l’associazione che raggruppa i sindaci italiani) che non è, però, fin qui riuscita ad appianare i contrasti.


sciopero raccolta rifiuti

image by Chuleeporn

Lo sciopero di 24 ore proclamato per oggi da Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel (Federazione italiana autonoma enti locali) arriva dopo ore di accese trattative intavolate con Utilitalia e Fise-Assoambiente. Ovvero con le due associazioni datoriali a cui i sindacati vorrebbero strappare il rinnovo del contratto che interessa una platea di circa 90 mila lavoratori impiegati sia nel settore pubblico che in quello privato. La faccenda non sembra delle più semplici. I punti di disaccordo sono parecchi e, nonostante l’Anci abbia ripetutamente tentato di arrivare ad una sintesi, le posizioni delle controparti non sembrano destinate ad avvicinarsi. Almeno per il momento. Il nodo più intricato da sciogliere non è quello che riguarda l’aumento salariale, ma le tutele dei lavoratori. Per essere più precisi: la proposta avanzata dall’associazione dei sindaci e – a quanto si dice – “benedetta” anche da Utilitalia (la federazione nazionale che riunisce le aziende che operano nei servizi pubblici) di aumentare il compenso mensile degli addetti all’igiene ambientale di 110 euro al mese sarebbe stata accolta tiepidamente dai sindacati. Che in una nota hanno scritto: “A fronte dei 110 euro che Utilitalia sostiene di aver offerto, varrebbe la pena replicare che noi ci accontenteremmo anche di meno. L’importante è che quelle risorse siano reali e non finte come i soldi del monopoli”.

Per non parlare delle divergenze che interessano le tutele e le garanzie dei lavoratori. “In un settore soggetto a continui cambi d’appalto come l’igiene ambientale – hanno osservato le sigle sindacali – per tutelare i lavoratori, è assolutamente necessaria la previsione della clausola sociale per mantenere i diritti acquisiti in anni di lavoro. Ma giuste tutele e giuste garanzie -hanno aggiunto – vuol dire anche attenuazione delle norme sui licenziamenti individuali”. Ciò che i sindacati mettono praticamente sul piatto è la richiesta di assicurare che ai continui cambi di appalto non corrisponda il rischio di lasciare a casa lavoratori che prestano il loro servizio da anni. E che le norme del Jobs Act inerenti i cosiddetti “licenziamenti facili” possano essere in qualche modo attenuate. Proposte che Utilitalia considera irricevibili: Mentre in alcune città scatta di nuovo l’allarme rifiuti, a pochi giorni dal ballottaggio per le amministrative – hanno precisato, in una nota, dalla federazione – i sindacati confermano lo sciopero, nonostante il tentativo di mediazione da parte dell’Anci. Utilitalia ribadisce anche ai nuovi componenti della Commissione di Garanzia degli Scioperi il proprio invito a riconsiderare regole ormai anacronistiche“. 

Non solo: a scaldare gli animi è anche il tema dei permessi e dei distacchi sindacali che, secondo Utilitalia, rappresentano un  vero e proprio salasso per le aziende che operano nel settore dell’igiene ambientale (secondo i loro calcoli , costerebbero infatti qualcosa come 11,5 milioni di euro all’anno). “Su permessi e distacchi sindacali accettiamo la sfida della razionalizzazione – hanno replicato i sindacati – La stessa che lanciamo alla controparte su sprechi, sperperi e cattive gestioni affinché i cittadini possano avere servizi migliori a costi contenuti”. Sul fronte della raccolta rifiuti, lo scontro rimane insomma aperto. A tutto svantaggio del decoro delle città e della salute di chi ci vive.




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