Quota 100: 25 mila pensioni in pagamento dal 1 aprile. L’Inps informa

Quota 100, in pagamento dal 1 aprile 25 mila pensioni. Ecco i dati forniti dall'Inps a riguardo. Molte le domande di pensionamento anticipato pervenute, circa 5 mila per ora quelle escluse. Tuttavia, dal mese prossimo si parte con i pagamenti

L’Inps rende noto che dal 1 aprile 2019 saranno in pagamento 25 mila pensioni quota 100. Sulle 94 mila domande pervenute all’Istituto di previdenza sociale, già 25 mila sono state liquidate con pagamento al 1 aprile. 5 mila le domande sul pensionamento anticipato che fino ad ora sono state respinte.


pensioni Quota 100

Pensioni quota 100: in pagamento dal 1 aprile 2019

Sono state circa 94 mila le domande di pensionamento anticipato, previsto da quota 100, pervenute all’Inps. Su queste, già 25 mila sono state liquidate, con pagamento previsto al 1 aprile 2019. Non tutte le domande sono state però accolte.  Per il momento, 5 mila le domande respinte. Inoltre, tra le domande con scadenza al 1 aprile, l’Inps deve ancora prenderne in esame 23 mila.

In questo caso, se la domanda fosse accolta, il pagamento (per ovvi motivi di tempo) slitta a maggio. Questo vuol dire che nel pagamento di maggio, saranno incluse le due mensilità di aprile e maggio stesso. Questo quanto è stato reso noto da Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps. Sempre al 1 aprile, le pensioni verranno calcolate con le modalità previste dalla legge di Bilancio 2019, ossia con la perequazione rispetto all’inflazione. Da giugno, previsto il conguaglio sulla perequazione per le pensioni che superano di 3 volte il minimo. Previsto anche il taglio sulle pensioni d’oro.

Pensioni quota 100, al via con i pagamenti che per alcuni potranno essere “provvisori”

Ricordiamo che Quota 100 permette di andare in pensione anticipata, con 62 anni di età e 32 anni di contributi versati. I “quotisti”, cioè coloro che hanno deciso in pensionamento anticipato, attraverso la formula quota 100, potranno riscuotere la loro pensione a partire dal 1 aprile. Ma, come afferma l’Inps, per alcuni, si potrebbe trattare di una “liquidazione provvisoria”.

Questo, perché l’erogazione della pensione, partirà senza la concreta verifica, della fine del rapporto di lavoro da parte dei dipendenti. Tali verifiche verranno effettuate quando l’Unilav, la Comunicazione obbligatoria unificata Lav, sarà a disposizione. L’Unilav è un modulo, che deve essere compilato dal datore di lavoro, per comunicare differenti dati, come l’assunzione di personale, la fine di un rapporto di lavoro, eventuali proroghe e trasformazioni varie. Una volta che tali dati saranno a disposizione, si partirà con i controlli e con il recupero delle pensioni indebitamente riscosse, nel caso in cui ci sia difformità tra quanto presente nella domanda di pensione e le informazioni riportate nella Unilav.

Perequazione, il nuovo meccanismo di calcolo della pensione

Dal 1 aprile, le pensioni erogate, verranno calcolate con il nuovo meccanismo della nuova perequazione pensioni, introdotta con la legge di Bilancio 2019. Le precedenti tre rate di pensioni, sono state calcolate seguendo il vecchio sistema di calcolo, ma dal prossimo mese si cambia direzione. La nuova disciplina di calcolo introdotta dalla legge di Bilancio 2019, sarà dal 2019 al 2021. Questa individua la perequazione in base a 7 differenti fasce con rispettiva aliquote decrescenti, con riferimento ai trattamenti pensionistici con complessivo importo fino a 9 volte il trattamento minimo. Per gli assegni fino a 3 volte il minimo del trattamento Inps, è confermato l’adeguamento dell’inflazione al 100%.

Per quanto riguarda gli importi che superano fino a 4 volte il minimo, è previsto il 97% dell’adeguamento. Ed ancora, per gli importi che superano tra 4 e 5 volte il minimo, previsto il 77% dell’adeguamento, mentre il 52% è previsto per le pensioni che superano tra le 5 e 6 volte il trattamento minimo. La rivalutazione per le pensioni di importo più alto, sarà garantita al di sotto del 50%. Per le pensioni tra 6 ed 8 volte il trattamento minimo, previsto il 47%, il 45% per le pensioni tra 8 e 9 volte, il 40 % per gli importi che superano 9 volte il trattamento minimo.

Tagli alle pensioni d’oro

Sono previsti tagli dal 10% al 40% per le pensioni d’oro, che superano l’importo di 90 mila euro. Il tutto per una durata di 5 anni, con scadenza nel 2023. I tagli apportati sono relativi all’ammontare dell’assegno pensionistico, andando dal 10 al 40%.

  • Tagli del 10% per le pensioni dai 90 mila ai 130 mila euro lordi
  • Tagli del 20% per le pensioni dai 130 mila fino a 200 mila euro lordi
  • Tagli del 25% previsti per le pensioni dai 200 mila ai 350 mila euro
  • Il 30% per gli assegni pensionistici dai 350 mila ai 500 mila euro
  • Il 40% per le pensioni oltre i 500 mila euro.

Sono esclusi da tutto ciò, le pensioni retribuite con il sistema contributivo, nonché gli assegni di invalidità alle vittime del terrorismo e superstiti di guerra.




CATEGORIES
Share This