Quello che le imprese cercano e spesso non trovano

Trovare lavoro non è facile. Ecco perché è importante sapere cosa il mercato richiede e su cosa conviene orientarsi durante gli studi. Ci dice tutto l'indagine confezionata da Unioncamere ed Anpal

Con le vacanze che volgono al termine, si torna a parlare di cose serie. Come il lavoro, che per molti rappresenta un vero e proprio problema. Le stime restano preoccupanti: stando agli ultimi dati diffusi dall’Istat, il tasso di disoccupazione nazionale supera l’11% e quello giovanile si attesta al 35,4%. Ma attenzione: per quanto la platea di italiani che non trovano lavoro resti nutrita, molte imprese fanno fatica a reperire le risorse di cui hanno bisogno. Perché? Perché mancano i candidati o la preparazione adeguata. A evidenziarlo è stata l’ultima rilevazione di Excelsior Informa, che ha aggiornato i dati che riguardano i programmi occupazionali delle nostre aziende.

Detta in soldoni: il sistema informativo delle Camere di Commercio ha rilevato quello che le imprese cercano, marcando l’accento sulle professioni ed i titoli di studio più richiesti. Stando all’indagine, che prende in esame il periodo compreso tra il mese di agosto e quello di ottobre, in Italia dovrebbero contarsi 875.570 nuove assunzioni, di cui 299.600 (pari al 34,2%) dovrebbero interessare i giovani. Se aspirate a far parte di coloro che, secondo le previsioni di Unioncamere, riusciranno finalmente a firmare un contratto, fareste meglio a informarvi per bene. Per scoprire di cosa effettivamente il mercato occupazionale ha attualmente bisogno.

Le professioni che le imprese cercano e non trovano

Partiamo dalle aziende che producono beni ed  erogano servizi che, stando all’indagine, sono alla ricerca di: manovali all’assemblaggio meccanico e costruttori meccanici con macchine utensili. Due professioni a cui il sistema informativo attribuisce un tasso di difficoltà di reperimento pari al 73%. Cosa vuol dire? Che quando le aziende pubblicano degli annunci in cui specificano di aver bisogno di queste figure professionali, più di 7 volte su 10, l’offerta rimane inevasa. E non è che l’inizio: procedendo in ordine sparso, anche i parrucchieri hanno un tasso di difficoltà di reperimento elevato, pari al 73%, mentre gli agenti immobiliari e gli analisti programmatori arrivano a raggiungere il 79%. A seguire i venditori rappresentanti (76%), i meccanici riparatori di autoveicoli, i progettisti meccanici (entrambi al 70%) e i programmatori informatici (67%). Meno difficili da reperire, ma comunque meritevoli di segnalazione anche i commessi di magazzino (64%), gli operatori socio-sanitari (58%), gli insegnanti di scuola elementare (49%), gli autotrasportatori di merce (42%), i conducenti di autobus (32%) e i conducenti di mezzi pesanti e camion (25%). Individuare le figure che le imprese italiane cercano e spesso non trovano può fornire un prezioso orientamento a chi non sa quali pesci prendere.

Cosa si prevede per i giovani

E quali indicazioni fornisce l’analisi Excelsior al segmento sociale più “delicato”: quello rappresentato dai giovani (fino ai 29 anni) che fanno grande fatica a trovare un impiego stabile? Precisiamo innanzitutto che le entrate previste, tra agosto e ottobre, sono  quasi 300 mila. E che la gran parte di esse riguardano figure specifiche come i tecnici informatici ed ingegneristici (14.740 entrate previste), gli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (14.660); i tecnici delle vendite, del marketing, della distribuzione commerciale (11.630); gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (quasi 5 mila entrate previste), i progettisti e gli ingegneri (4.560), gli operatori della cura estetica (3.300) e i farmacisti e i biologi (650). Ma attenzione: per quanto le assunzioni previste non siano moltissime, può tornare utile sapere che i farmacisti ed i biologi hanno un tasso di difficoltà di reperimento molto alto (pari all’87%); mentre gli operai nelle attività metalmeccaniche o i tecnici alle vendite, per i quali si prevedono parecchie assunzioni, hanno tassi bassi (pari rispettivamente al 47 e al 39%). I dati vanno insomma letti con attenzione perché ad ostacolare l’assunzione di un giovane (così come quella di un adulto) potrebbe essere la concorrenza spietata. Per completezza d’informazione, segnaliamo poi che i progettisti e gli ingegneri hanno un tasso di difficoltà di reperimento pari al 61%, gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche hanno fatto registrare un tasso pari al 58%, mentre gli operatori della cura estetica si sono fermati al 50%.

Ancora: i settori che dimostrano di guardare con maggiore interesse ai giovani sono quelli dei servizi di alloggio, della ristorazione e dei servizi turistici, del commercio e delle industrie metalmeccaniche ed elettroniche. Saperlo può aiutare a fare la scelta giusta.

Cosa si prevede per le donne

Se i giovani stanno male (lavorativamente parlando), anche le donne non se la passano bene (specie in alcune zone del Bel Paese). Eppure, stando a quanto certificato dall’indagine confezionata da Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), ci sono realtà produttive che sembrano preferirle agli uomini. Nel dettaglio: tra agosto e ottobre, le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco che prevedono di assumere nuovo personale contano di puntare più sulle donne (35%) che sugli uomini (17%). Così come i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (previsto il 25% delle entrate a favore delle donne contro l’11 a vantaggio degli uomini) e i servizi alle persone (19% contro 7%). Mentre nel settore dei servizi informatici e delle telecomunicazioni, le cose potrebbero risultare più complicate per il cosiddetto “sesso debole”: se l’82% delle imprese interpellate dal sistema ha infatti dichiarato che assumerà a prescindere dal genere, il 17% ha invece espresso una preferenza a favore degli uomini contro il 5% che ha indicato un orientamento verso le donne. Come dire che la fiducia riposta nelle professioniste esperte di computer e tecnologia resta ancora tendenzialmente scarsa.

Che tipo di contratti verranno erogati?

La dettagliata fotografia scattata da Excelsior Informa ha, inoltre, messo in evidenza le diverse tipologie contrattuali che, stando alle previsioni rilevate, dovrebbero essere erogate nel periodo preso in considerazione. Si tratterà, nel 49% dei casi, di contratti a tempo determinato; nel 24% dei casi, di contratti a tempo indeterminato, nel 10% dei casi, di contratti di somministrazione e, nel 6% dei casi, di contratti di collaborazione. Non fatevi troppe illusioni: se sarete tra i fortunati che, da qui ad ottobre, firmeranno un nuovo contratto di lavoro, molto probabilmente sarà per un periodo di tempo limitato. Meglio questo che niente? A voi la valutazione.

Quali sono i titoli di studio più richiesti?

Scegliere il percorso formativo giusto può fare la differenza. Stando alla rilevazione, il 38% delle nuove entrate previste tra agosto ed ottobre coinvolgerà diplomati e solo il 15% laureati. Il 25% interesserà, invece, persone con una qualifica professionale in tasca, mentre il 22% riguarderà persone che si sono fermate alla scuola dell’obbligo. Studiare è importante, ma a volte chi si specializza troppo rischia di avere meno chance di chi ha chiuso i libri prima.

Entrando un po’ più nel dettaglio, va evidenziato che, per quanto riguarda le lauree, 28.770 sono le entrate previste per l’indirizzo economico, 16.760 quelle previste per l’indirizzo dell’insegnamento e della formazione, 14.960 quelle previste per l’indirizzo giuridico, 10.270 quelle previste per l’indirizzo linguistico e 9.590 quelle previste per l’indirizzo ingegneristico e dell’informazione.

Passando al diploma di 5 anni, la gran parte delle assunzioni previste (pari a 46.030 unità) premieranno gli iscritti all’indirizzo dell’amministrazione, della finanza e del marketing; 38.220 entrate dovrebbero riguardare i diplomati all’indirizzo della meccanica, della meccatronica e dell’energia e 24.180 quelli che hanno frequentato l’indirizzo dell’elettronica e dell’elettrotecnica. A seguire le 19.200 entrate previste per l’indirizzo del turismo, dell’enogastronomia e dell’ospitalità e le 11.370 stimate per l’indirizzo informatico e delle telecomunicazioni.

Numeri interessanti anche per quanto riguarda i diplomi o le qualifiche professionali che possono essere conseguiti in 4 anni: 41.130 sono le entrate previste per chi sceglie di specializzarsi nel settore dell’industria della ristorazione, 34.420 quelle che dovrebbero interessare l’industria meccanica e poco più di 25 mila quelle prefigurate per il comparto del benessere. Se state pensando di specializzarvi in qualcosa, tenete conto di queste indicazioni.

Dove si assumerà di più?

E chiudiamo coi dati che riguardano il territorio. L’indagine ha certificato che delle 875.570 entrate totali, 270.210 interesseranno il Nord-Ovest, 212.940 il Sud e le Isole, 211.240 il Nord-Est e 181.180 il Centro. A livello regionale, è la Lombardia a vantare la previsione più rosea (con 182.740 assunzioni stimate), seguita dal Veneto (86.300), dal Lazio (85.970), dall’Emilia Romagna (83.810), dalla Campania (65.560) e dal Piemonte (65.130). Minori possibilità (come è prevedibile), invece, per le regioni più piccole: Valle d’Aosta (700 entrate previste), Molise (910), Basilicata (1.780) e Umbria (poco più di 3 mila). Consultando la mappa aggiornata delle possibili assunzioni, i più temerari potrebbero scegliere di fare le valigie e tentare la fortuna altrove.


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