Quello che davvero vale nel lavoro: conoscere una professione

Spett.le Redazione Bianco Lavoro,

Vi ho scoperto per caso, complimenti la vostra linea ed i vostri contenuti, a mio modesto parere sono molto precisi, puntuali e soprattutto efficaci. Oggi sentiamo sbandierare ai quattro venti che c’è la crisi, che non ci sono posti di lavoro, che il precariato è un castigo di Dio, che la disoccupazione è inarrestabile ecc. ecc. ecc..

Ebbene  ecco le mie teorie, partiamo dall’inizio.

 

La scuola italiana fa acqua da tutte le parti e non assicura alcuna preparazione. Pochi insegnanti e professori sono veramente bravi e degni di fare questo mestiere. Purtroppo i loro trattamenti retributivi sono offensivi ed umilianti per cui coloro che resistono lo fanno per pura vocazione non certo per interessi economici ma la maggior parte sono dei frustrati, dei vecchi sessantottini  falliti che dovrebbero ritornare alle scuole serali altro che insegnati.

Fanno pena e fanno danni raccontando ai ragazzi fregnacce e  stronzate.

Poi abbiamo l’altra faccia della medaglie: i genitori, o meglio i genitori ipocriti, ovvero quella specie di genitori che prepara il futuro dei propri figli sin dalle medie inferiori chiedendo per essi raccomandazioni, voti alti, promozioni e via dicendo, non rendendosi conto del danno che stanno loro causando.

La solfa si aggrava alle  superiori quando molti giovani, non tutti, impreparati e senza idee devono affrontare le discipline universitarie che il più delle volte scelgono per puro caso, per sentito dire, perchè i loro amici hanno scelto architettura, scienze politiche, psicologia,sociologia, ecc.ecc. tutte scelte a vanvera, senza un percorso, senza un progetto.

E poi……..l’università, già..l”università. Vi rendete conto che ci sono delle Università italiane che sfornano laureati in lingue che parlano l’inglese con inflessioni dialettali, per esempio romanesco, napoletano, toscano etc etc. roba da matti.

In queste condizioni dove puoi andare? Oggi il mercato del lavoro è selettivo ma molto aperto, se hai un mestiere vero in mano trovi lavoro quando vuoi e dove vuoi, ma devi avere un mestiere in mano ovvero, nel tuo ramo devi essere bravo, capace  di dare un forte contributo professionale, da subito. Se Valentino Rossi va alla Ducati ci va per vincere e se i risultati non dovessero arrivare salterebbero le teste degli ingegneri meno bravi.

L’imprenditore, che non è un missionario, per vincere la concorrenza internazionale ha  bisogno di gente forte, preparata, qualificata, di tecnici esperti, operai specializzati, periti elettronici. Questo è il mondo del lavoro di oggi, se hai un mestiere in mano, uno solo ma un vero mestiere, hai il lavoro sicuro, a tempo indeterminato  e puoi andare dove vuoi. ecc.ecc. se tu non hai i requisiti sei tagliato fuori……… perchè?……. sino a 18, 25, 30  anni hai cazzeggiato…, non hai imparato niente, hai seguito amici che cazzeggiavano come te ed oggi sei un poveraccio che gira a vuoto.

Renzo Di Napoli (inviato a La Posta di Bianco Lavoro)


Parere di Bianco Lavoro

Questo è uno dei più interessanti contenuti ricevuti fino ad oggi, specialmente nella seconda parte nella quale si parla e si mette in evidenza cosa voglia significare “avere una professione”, cosa che probabilmente negli ultimi anni è sfuggita a molti.

Crediamo tuttavia che per poterlo comprendere a fondo sia necessario leggerlo, rileggerlo, studiarlo e rifletterci sopra, senza fermarsi alle prime e più superficiali impressioni. A voi i commenti!

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