Quattro consigli ai giovani che devono scegliere che lavoro fare

Il momento è delicato e potreste ritrovarvi circondati da cattivi consiglieri. Prendetevi il tempo che vi serve e fate tutte le vostre valutazioni. Noi proviamo a darvi una mano

Terminati gli studi dell’obbligo, c’è la prima grande scelta da fare: iscriversi all’università o mettersi alla ricerca di un impiego? Ci sono tanti fattori da prendere in considerazione: la disponibilità economica, la voglia di irrobustire la propria formazione, la smania di realizzare un progetto imprenditoriale o semplicemente quella di rendersi autonomi e di iniziare a guadagnare qualcosa. I giovani che si affacciano, per la prima volta, al mercato occupazionale sono chiamati a fare delle scelte importanti; per questo, abbiamo pensato di dare loro qualche consiglio. O per meglio dire: di fornire qualche spunto di riflessione che possa aiutarli a scegliere – nella maniera più serena e consapevole possibile – che lavoro fare.


4 consigli per i giovani che devono scegliere che lavoro fare

La prima legittima obiezione che può essere sollevata è che, in tempi di “magra” come i nostri, c’è poco da scegliere. E che, se si ha la reale necessità di lavorare, ci si deve accontentare di quello che si trova. Sono considerazioni che meritano rispetto, ma che – a nostro avviso – non è giusto applicare alla condizione dei giovani che cercano, per la prima volta, lavoro. Se non altro perché, nel caso in cui i loro progetti dovessero sfumare o le loro valutazioni rivelarsi irrealistiche e fallaci, hanno tutto il tempo per rimediare.

Se siete alla ricerca del vostro primo impiego e avete le idee confuse, fermatevi un attimo a riflettere e a valutare la situazione. Vi proponiamo quattro consigli che potrebbero aiutarvi a diradare le nebbie.

Ascoltate tutti, ma decidete da soli

State attraversando una fase particolarmente delicata della vostra vita, nel corso della quale tutte le persone che vi vogliono bene tenderanno “a fare da Solone” ovvero a dispensarvi consigli e dritte a loro dire infallibili. Teneteli nella giusta considerazione perché, in fin dei conti, dovete fare delle scelte che avranno delle ripercussioni dirette sulla vostra vita (e non sulla loro). Ascoltate il parere delle persone di cui vi fidate e che stimate, ma state attenti a non farvi condizionare troppo. O a non cedere a pressioni di vario tipo. Un esempio? Seguire le orme dei vostri genitori, che con grandi sacrifici sono riusciti ad avviare una piccola azienda familiare, potrebbe sembrare l’unica strada da percorrere o perlomeno quella che loro si aspettano che intraprendiate. Fatelo solo se ne siete veramente convinti e se pensate di poter dedicare tempo, fatica ed energia all’impresa che mamma e papà vogliono lasciarvi in consegna. Prestate ascolto a chiunque se lo meriti, ma elaborate da soli la vostra scelta finale.

Informatevi per bene su quello che vorreste fare

Siete proprio sicuri di avere chiaro in testa quello che dovreste fare? E se la professione che avete sempre considerato fatta apposta per voi dovesse rivelarsi diversa da come ve l’eravate immaginata? Il consiglio è quello di non fare scelte avventate e di raccogliere tutte le informazioni che potete sul mestiere che vorreste fare: quali sono i requisiti richiesti, che tipo di formazione occorre avere, quali sono le specifiche mansioni e quanto si guadagna. Nel corso delle vostre indagini, potreste scoprire che fare il freelancer per un’agenzia pubblicitaria non significa necessariamente ideare la prossima campagna per la Apple e che ci sono tanti passaggi da fare, prima di arrivare alla meta desiderata. Parlate con qualcuno che ha maturato esperienza sul campo e valutate con lucidità. Una cosa sono i sogni e le idealizzazioni giovanili, altra cosa la realtà e la fatica quotidiana.

Fate i conti con voi stessi e siate realisti

Scegliere che lavoro fare significa individuare la professione che fa per voi. Scrutate le cose con occhio auto-critico perché il lavoro dei vostri sogni – quello che avete fantasticato di fare sin da quando eravate bambini – potrebbe non fare al caso vostro. Se siete una persona timida, che fatica a relazionarsi con gli altri, non è il caso che vi mettiate dietro il bancone di un negozio. E se scrivere non è il vostro forte, meglio abbandonare il progetto di diventare un cronista sportivo. Sia ben chiaro: se c’è una robusta motivazione a sostenervi, potete superare ostacoli di ogni genere, ma occorre comunque fare i conti con le  proprie capacità, abilità e possibilità. Scommettete su qualcosa di avvincente ma realistico, capace di consegnarvi soddisfazioni senza forzare troppo la vostra indole o le vostre attitudini. Il tempo dei  progetti campati in aria è finito, è ora di diventare adulti e di scegliere ciò che è meglio per voi.

Guardate in prospettiva (ma non troppo)

Se vi chiedessero di scegliere tra un accendino mezzo scarico ed uno carico, scegliereste indubbiamente il secondo. E’ un ragionamento che potete applicare anche alla vostra situazione perché quando si cerca di capire che tipo di lavoro sarebbe bene fare, bisogna anche guardare in prospettiva. E sforzarsi di scovare la professione che può garantire una certa stabilità, senza rinunciare alle proprie legittime aspirazioni. Come si fa? Dovete documentarvi per bene e tenere nella giusta considerazione gli studi degli esperti che riferiscono periodicamente sulle tendenze occupazionali. Per farvela semplice: mestieri come quello dell’insegnante sono ormai fortemente inflazionati, mentre le professioni legate al mondo digitale sono sempre più richieste. Guardare in prospettiva vuol dire progettare a lungo termine e scommettere su un lavoro che non dovrebbe lasciarvi per strada nei prossimi mesi (e nemmeno nei prossimi anni). Acquisito che nessuno ha la sfera di cristallo e che è impossibile prevedere cosa accadrà nel futuro, cercate comunque di fare scelte ponderate. Il che non vuol dire che se avete una passione per l’insegnamento, dovete per forza rinunciarci. Provateci comunque (a dispetto delle statistiche) perché quando c’è la voglia di fare e di portare avanti un progetto nel quale si crede fermamente, si possono raggiungere risultati inimmaginabili.

Siete ancora confusi? E’ normale: scegliere che lavoro fare non è questione di poco conto. Anzi. Col tempo, scoprirete che il lavoro ideale non esiste e che, per scongiurare il rischio di diventare lavoratori frustrati e lamentosi, dovrete sforzarvi di cogliere il lato positivo delle cose e delle persone che vi stanno intorno. E continuare a cercare nuovi stimoli. Non fatevi prendere dal panico: la possibilità di fare un passo falso esiste, ma con la giusta grinta ed intelligenza, riuscirete a risalire la china. Avete tutto il tempo per rimediare, l’importante è non sprecarlo e ripartire con più consapevolezza e lucidità di prima.




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