Quando il blog aiuta a trovare lavoro

Per convincere i selezionatori, bisogna puntare sulla qualità. E sfruttare al meglio questo "strumento" che può rivelarsi più efficace di qualsiasi curriculum

Partiamo da questa domanda: cosa spinge una persona ad aprire un blog? Le risposte possono essere tante: c’è chi lo fa per condividere una passione e chi per dare voce a pensieri e opinioni che potrebbero raggiungere un pubblico assai vasto. Chi spera di farne una professione (ci sono blogger di successo che, grazie alle visualizzazioni ottenute, sono riusciti ad aprire un conto in banca) e chi è mosso dall’unico intento di farsi notare sul Web (pur non avendo granché da dire). E c’è anche chi lo fa per concedersi qualche chance in più al lavoro, individuando nel blog lo strumento ideale per crescere professionalmente o per muovere i primi passi. Perché, tra i tanti motivi che possono spingere una persona ad aprire un blog, c’è anche quello strettamente connesso alla ricerca di un impiego. Cosa vuol dire? Che in alcuni casi, il blog può aiutare a trovare lavoro. Vediamo come.


Alcune storie di successo

Quella del “blogging” è una vera e propria arte. O se preferite, un’abilità che ha permesso a molte persone di cambiare – significativamente in meglio – il corso della loro vita. Le storie di blogger che sono riusciti a trovare il lavoro dei loro sogni, grazie al loro “diario online personale”, non mancano. E vengono soprattutto dall’America. Qualche esempio? Alison Hitz è un’esperta di contenuti digitali che è riuscita a realizzarsi grazie al suo blog, “The Book Wheel”, in cui parla di libri e politica. “Il mio blog mi ha aiutato a trovare lavoro più di quanto non abbia fatto la mia laurea”, ha dichiarato. Aggiungendo che, durante il colloquio, i selezionatori hanno mostrato più interesse per la sua “piattaforma digitale” che per il suo curriculum vitae. E’ quanto ha notato anche Anna Rice che, grazie al suo blog  “Blonde Banana”, ha sbaragliato la concorrenza di chi aspirava a diventare addetto stampa di un’importante agenzia di Pubbliche Relazioni. “Il mio blog – ha raccontato – mi ha aiutato a distinguermi dagli altri candidati”.

guadagnare con un blog

C’è poi la testimonianza dell’analista SEO, Dominique Jackson, che ha dichiarato di avere usato il suo blog (Dominiquej.com) come “rampa di lancio” per costruire il suo personal brand e dare prova delle sue competenze professionali. E quella di Sara Jukes, autrice del blog “Sarahjukes.com” che le ha procurato un posto come esperta di marketing informatico: “Il blog – ha osservato – è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per controllare ciò che la gente legge di noi e per modellare l’idea che si fa sul nostro conto”.

Come il blog può aiutare a trovare lavoro

La situazione in Italia è leggermente differente: se è, infatti, vero che la stragrande maggioranza dei nostri giovani (che sono quelli che faticano di più a trovare lavoro) ha una pagina facebook, twitta regolarmente e usa con disinvoltura i social media (da LinkedIn a Instagram); è altrettanto vero che in pochi scelgono, però, di aprire un blog. E di curarlo e sfruttarlo anche (e soprattutto) a scopi professionali. Le storie di cui abbiamo parlato sopra (che sono solo un’infinitesima parte delle tante testimonianze raccolte in tutto il mondo) dimostrano, infatti, che trovare lavoro, grazie a un blog, si può. E che in tempi di crisi come questi, può addirittura rivelarsi salvifico. I selezionatori più innovativi hanno, infatti, imparato a reclutare diversamente, fruendo di tutti gli strumenti tecnologici a loro disposizione. E sono sempre più propensi a premiare i candidati più intraprendenti. Ecco perché nulla dovrebbe essere lasciato intentato: chi è alla ricerca di un lavoro dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’idea di aprire un blog per almeno tre motivi:

#1. Il blog è un’ottima vetrina. Durante il colloquio di lavoro potrebbe capitare di tutto. I 10 minuti che vengono solitamente concessi ai candidati per parlare di sé potrebbero non bastare e i più nervosi e inesperti potrebbero andare in confusione. Per evitare che l’intervista si risolva in un flop, si può pensare di puntare tutto (o quasi) su un blog capace di testimoniare le nostre attitudini e capacità. Ciò che è scritto vale più di tante parole e i selezionatori potrebbero decidere di basare la loro scelta sulla scorta delle conoscenze e delle competenze di cui abbiamo dato prova aggiornando regolarmente il nostro blog. Sottovalutare le potenzialità di questa “vetrina” potrebbe rivelarsi un grave errore.

#2. Il blog può fare la differenza. Nel mare magnum dei curricula che i selezionatori devono esaminare periodicamente, la candidatura di un blogger non passerà inosservato. Essere l’autore di un “diario digitale” darà un valore aggiunto, che permetterà di distinguersi dalla massa e di essere notato nel mucchio. Ovviamente è solo il primo passo: per convincere il selezionatore, bisognerà investire sulla qualità. Attirare la sua attenzione non basta; per ottenere la convocazione al colloquio di lavoro, bisognerà dare prova di competenza e professionalità. E di tanta passione.

#3. Il blog dà visibilità. Essere letti da un numero importante di persone può rappresentare una grande agevolazione. La difficoltà maggiore di chi cerca lavoro è quella di raggiungere le persone giuste, che possono concedergli l’opportunità lavorativa che aspetta. Il blog può ribaltare tutto e fare in modo che siano i reclutatori a cercare noi. Tra i visitatori abituali del nostro blog, potrebbe infatti esserci il nostro futuro datore di lavoro. Che colpito positivamente da quanto scritto, potrebbe chiedere agli addetti delle Risorse Umane di contattarci. Curare con regolarità i contenuti di un blog (senza tralasciare la parte grafica, se possibile) significa concedersi un’importante chance lavorativa. I nostri post potrebbero, infatti, “fare breccia” nel cuore di chi potrebbe cambiarci la vita. Almeno al lavoro.



CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS