Pubblicato il vademecum del ministero della gioventù: Buon Lavoro

Buon lavoro, così s’intitola il vademecum promosso dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, rivolto ai ragazzi che finiscono la scuola e si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro. Si tratta di un pamphlet facile e veloce da sfogliare, che presto, verrà distribuito in tutte le scuole.

Per il momento, dobbiamo accontentarci della versione online, consultabile accedendo direttamente al sito www.ipotesidilavoro.it.

La guida, si propone di “svelare” quali sono le professioni più ricercate, i diritti e i doveri dei lavoratori, il variegato panorama delle offerte di lavoro, dai tirocini all’apprendistato, dal lavoro in cooperativa alla libera professione.

Secondo il ministro Meloni, infatti, sono pochi i ragazzi in grado di orientarsi nel “labirintico” mondo dei contratti di lavoro, e aggiungerei, che su questo non si sbaglia, ma per onor del vero bisogna anche dire che, non tutti vivono con la testa fra le nuvole, anzi, molti di loro hanno ben presente in che acque versi il lavoro oggi, ecco, perché si orientano, non a torto, sulle facoltà medico-scientifiche, le uniche a promettere, in cambio di tempo, soldi e sacrificio, una certa sicurezza sia economica che sentimentale.

Ma la guida, nasce anche per far fronte ad un’altra emergenza. A detta del ministro Meloni, infatti, 8 ragazzi su 10 non hanno mai utilizzato servizi di orientamento agli studi e al lavoro, tutt’al più ricevono suggerimenti (non sempre all’altezza della situazione) da parte della famiglia e solo marginalmente dalla scuola e da strutture specializzate.

Secondo la Meloni, una migliore preparazione al lavoro sarebbe la ricetta del successo. “se i ragazzi fossero meglio preparati e orientati all’accesso alle facoltà universitarie – spiega il ministro della Gioventù – saprebbero che, oggi, a un anno dal conseguimento della laurea di secondo livello, il tasso di disoccupazione è del 33% per gli avvocati, e chi lavora ha uno stipendio medio netto di 958 euro contro un tasso di disoccupazione pari a zero per infermieri e ostetriche che già il primo anno di lavoro vantano uno stipendio medio netto di 1.637 euro”.

I numeri, come sempre, dicono la loro. Viene da chiedersi, allora, che fine faranno tutti quelli che, sfortunatamente, sono incappati nella maledizione delle facoltà umanistiche (lettere, scienza delle comunicazioni, ecc,). Non sarebbe, il caso, forse, di creare posti di lavoro anche per loro? Il problema è che, chi dovrebbe fare l’insegnante o lavorare nei media, non ha alcuna chance di sopravvivenza, anzi, a sentire la Meloni, non resta altra prospettiva che l’estinzione, eppure, le facoltà umanistiche continuano ad esistere… “Pensateci bene, ragazzi”.

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