Proposta del Ministro della Giustizia: detenuti al lavoro per la ricostruzione post-terremoto

Qualche mese fa affacciandomi alla finestra ho notato un gruppo di una quindicina di uomini con giubbino arancione catarifrangente intenti a pulire i marciapiedi, tagliare e curare l'erba delle aiuole, svuotare i sacchi di immondizia, etc… niente di strano insomma, un gruppo di operai che lavora per la pulizia della città e la manutenzione del verde. Ciò che invece mi è parso stranissimo era la presenza di due poliziotti con fucile in spalla che camminavano tra loro…


Ebbene si, mi sono informato e scoperto che si trattava dei detenuti del vicino carcere, al lavoro per il “benessere” della città.

Questo è avvenuto nel cuore dell'Unione Europea, in una cittadina nell'Ovest della Repubblica Slovacca.

In questi giorni il ministro italiano della Giustizia, Severino, sta proponendo l'ipotesi di far lavorare i detenuti per la ricostruzione del post-terremoto.

Da quello che ho visto e da quanto ho potuto documentarmi accadere in Slovacchia (ed anche in Repubblica Ceca), non posso che pensare sia un'ottima idea ed applicarla in Italia, peraltro in occasione di un disastro come il terremoto recente, non può che essere un bene.

I detenuti cechi e slovacchi vengono anche retribuiti con una sorta di “minimo salariale”, sono molto ben visti dai cittadini che ne riconoscono l'utilità sociale ed il buon sistema di “reintegro” nella società che l'amministrazione penitenziaria riesce a garantire in questo modo. È un sistema tutt'altro che raro, anzi è una prassi, i detenuti lavorano otto ore al giorno, hanno i contributi pagati, hanno una paga base e soprattuto a fine pena non avranno passato un lungo periodo tra le mura del carcere ed il reinserimento è molto più snello.

I lavori cui sono generalmente destinati vanno dalla manutenzione del verde pubblico, alle pulizie allo "spalare" neve nei lunghi inverni ceco-slovacchi

Ovviamente il “privilegio” del lavoro non viene concesso a tutti… si tratta di detenuti che scontano pene relativamente brevi e quindi non avrebbero alcun vantaggio a fuggire…

I detenuti stessi sono molto grati di poter lavorare all'esterno e gli studi sul reinserimento sociale dimostrano che questo sistema è eccellente ed assolutamente da implementare.

Ottima proposta quindi a mio parere quella del ministro, all'estero funziona e d'altra parte anche per la legge Italiana il carcere ha l'obiettivo della “reintegrazione sociale”. Quale migliore occasione quindi per rendere pienamente operativo questo principio?

nelle foto: detenuti slovacchi (giubbini arancioni) e cechi (giubbini gialli) al lavoro



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