Promozione sul posto di lavoro: che fare se il dipendente la vuole a tutti i costi ma in realtà non la merita?

Quando un membro del tuo staff spinge per avere una promozione sul posto di lavoro ma tu sei convinto che non sia ancora pronto –e neppure per ottenere maggiori responsabilità o progetti più importanti- come puoi gestire la situazione senza demotivarlo?


Come gestire la richiesta insistente di promozione sul posto di lavoro

Il rischio maggiore in questa situazione è che il dipendente in questione si demotivi, si senta meno coinvolto nel lavoro o addirittura cominci a serbare rancore nei tuoi confronti- e invidia nei confronti dei colleghi. Potrebbe sentirsi non abbastanza apprezzato o addirittura cominciare a dubitare di reali possibilità di carriera in azienda. Questo è un momento delicato e devi gestirlo a dovere per evitare di perdere il tuo collaboratore o di abbassare la sua produttività.

1. Per prima cosa, devi essere onesto.

Il gesto più gentile che può provenire da parte tua a questo punto della situazione è quello di essere onesto e di spiegare perché non puoi concedere la tanto attesa promozione sul posto di lavoro. Il più grande errore che molti -seppur bravi manager- commettono in queste circostanze è quello di dissimulare la realtà, di celare le vere motivazioni, adducendo scuse: una classica ad esempio è che si preferisce un altro candidato in quanto possiede tutte le competenze richieste ma con “quel tocco in più” che l’altro non possiede. Questo scatenerà una corsa verso l’impossibile che non farà altro che frustare il tuo dipendente. Se invece sei consapevole di avere un’eccellente risorsa -a livello esecutivo precisa e affidabile- ma che secondo te non avrà mai il polso per potere gestire uno staff, semplicemente trova il modo più cortese e professionale per dirglielo. Si tratta di caratteristiche personali che non si possono acquisire con un corso di formazione. Eviterai di illuderla e di ritrovarti per le mani una persona (e un dipendente) infelice.

2. Elogialo per i suoi contributi e fagli sapere quanto vale per te.

La prima sensazione che si prova dopo essersi visti negare una promozione sul posto di lavoro è quella di non sentirsi apprezzati. Si comincia a rimuginare, a pensare che l’azienda (e il capo) in realtà non si accorgono di tutti i sacrifici, di quanto si vale, delle competenze professionali e qualità personali. Quindi un bravo manager, subito dopo aver motivato il rifiuto ad una promozione, dovrà prodigarsi in complimenti e congratularsi in modo sincero per i risultati raggiunti insieme a lui nel corso del tempo.

3. Amplia le prospettive e parla del futuro

Non c’è niente di peggio che sentirsi negare una promozione sul posto di lavoro soprattutto perché si ha l’impressione di essere in un vicolo senza uscita, condannati a svolgere quelle mansioni per tutta la vita senza possibilità di carriera. In questo modo si creano tensioni e malumori ma soprattutto scarsa motivazione e  minore produttività. Da bravo manager il tuo compito è quello di motivare, cercando altre strade. Se la promozione è prematura potrebbe essere il caso di un cambio di mansione, di ufficio, magari di un passaggio dall’amministrazione all’assistenza clienti: essenziale se si ritiene che il dipendente debba imparare a gestire obiezioni e sviluppare quindi quel “polso” necessario a farlo crescere professionalmente.

In conclusione: il tuo ruolo richiede anche a te di avere polso fermo nel caso in cui tu ritenga che per quel dipendente la promozione non arriverà mai, neppure aspettando il tempo necessario per sviluppare altre competenze. Allora meglio essere diretti e sinceri che illudere, dando la speranza di una promozione sul posto di lavoro che sembra dietro l’angolo ma che in realtà non arriverà mai.



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