Professioni tecniche dell’ingegneria: dove conviene specializzarsi?

L'andamento delle professioni tecniche dell'ingegneria nel corso dell'ultimo decennio evidenzia due aspetti fondamentali: la professione tecnica, se ben valorizzata, non conosce crisi; inoltre, l'appena ricordata criticità del comparto professionale, sembra aver aperto nuovi margini e nuove occasioni in segmenti finora sottovalutati. Alla luce di tutto ciò, è possibile prevedere dove vi potranno essere le migliori opportunità professionali per tecnici e ingegneri?

I dati storici. Cerchiamo di fornire una risposta alla domanda tanto attesa, partendo dai dati storici che sono stati “ufficializzati” all'interno del recente rapporto “Verso la professione tecnica di primo livello nel settore ingegneristico”, elaborato dal Censis. Un report estremamente interessante, che ha avuto anche un discreto risalto mediatico, e nel quale emerge non solo come le professioni tecniche abbiano retto molto meglio all'impatto della crisi economica, ma anche come le stesse possano trovare nuova linfa in diversi segmenti che esamineremo tra qualche riga.

Intanto, “consoliamoci” con i dati pregressi, che vedono le professioni tecniche dell'ingegneria in crescita di 67.390 unità nel periodo 2004 – 2010, prevalentemente concentrate nei servizi alle imprese. Una progressione – quella riscontrata nel periodo temporale segnalato – che è pari al 9,4% sulle professioni precedentemente rilevate, e che manifesta un ritmo di crescita più che triplo rispetto alla media del totale degli occupati del settore (+ 2,1%).

Per quanto concerne l'andamento settoriale, in termini proporzionali risulta essere di particolare interesse lo sviluppo percentuale delle professioni tecniche dell'ingegneria nei servizi pubblici, sociali e alle persone, con un aumento del 71,4%, influenzato principalmente dalla scarsa base assoluta di partenza. In termini di paragone tendenziale, è invece certamente più significativa l'analisi dell'evoluzione dei tecnici dell'industria manifatturiera rispetto al totale degli occupati dello stesso macro settore: mentre i primi sono cresciuti del 6,8% nel periodo sopra considerato, il totale degli occupati è calato del 9,2%, evidenziando pertanto come il settore abbia reso maggiormente merito alle competenze più specifiche, penalizzando invece le posizioni professionali di minore capacità di puntualizzazione.

Altri positivi incrementi sono stati registrati nel settore del commercio (+ 17,5 per cento per i tecnici, – 1,5 per cento per il totale degli occupati), nel settore degli alberghi e dei ristoranti ( + 16,1 per cento per i tecnici, + 15 per cento per il totale degli occupati), nel settore dei trasporti e delle comunicazioni (+ 17,7 per cento per i tecnici, a fronte di una sostanziale stabilita dell'intero settore), nel settore dei servizi alle imprese (+ 18,1 per cento per i tecnici, + 11,5 per la media di settore) e nel settore dei già ricordati servizi pubblici, sociali e alle persone (+ 71,4 per cento per i tecnici, + 36,4 per cento per la media del settore).

Di contro, flessione marcata per i settori dell'agricoltura (- 16,9 per cento per i tecnici, contro un – 10 per cento del totale di settore) e dell'industria dell'energia (- 18,5 per cento per i tecnici, contro un – 5,6 per cento del totale di settore).

Un mercato a portata dei giovani. Le notizie positive non sono tuttavia terminate qui. Oltre a certificare una progressione dei posti di lavoro per i tecnici dell'ingegneria che è stata certamente più dinamica del totale di mercato, il rapporto Censis rivela altresì come le opportunità più rilevanti siano proprio a portata dei più giovani.

Stando alle analisi statistiche compiute dall'Istituto, infatti, il mercato delle professionisti tecniche ha impiegato soprattutto risorse umane under 40: nel 2010, in proposito, il 52,9% dei tecnici occupati aaveva meno di 40 anni, mentre il 16,8% aveva meno di 30 anni. Le quote sul totale degli occupati rispondevano al 43% per gli under 40, e al 14,4% per gli under 30.

I settori del futuro. Sancito quanto sopra, occorre altresì comprendere quali siano i settori maggiormente in grado, nel prossimo futuro, di aprire opportunità professionali di rilievo in favore dei più giovani. Ebbene, ottimismo potrebbe portare a condurre che – a fronte della depressione del mercato occupazionale in corso – nei prossimi 3 o 4 anni possa verificarsi un riequilibrio dei vari settori sopra accennati, con un recupero di competitività da parte dei più tradizionali segmenti commerciali e industriali.

Noi, tuttavia, preferiamo rinnovare la fiducia a un settore del quale si parla da tempo e che, anche grazie alla complicità della crisi, potrebbe ora finalmente trovare la giusta esplosione: la salvaguardia ambientale e le energie rinnovabili. I tecnici esperti nell'efficienza energetica, nelle certificazioni delle qualità, nella protezione della natura, nella green economy, nella pianificazione di crescita ecosostenibile ed ecocompatibile, potrebbero presto godere di attese occasioni di primissimo livello.

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