Produzione vini: Italia verso la leadership mondiale

Boom di vini Doc e Docg: per la Coldiretti, questa sarà un'annata da ricordare

Se tutto va come deve andare, l’annata sarà da ricordare. E’ questa la convinzione della Coldiretti che vaticina tempi felici per i viticoltori italiani. L’organizzazione degli agricoltori vede rosa: oltre il 40% della produzione italiana di quest’anno riguarderà i 322 vini Doc (denominazione di origine controllata) e i 73 vini Docg (denominazione di origine controllata e garantita), mentre solo il restante 30% interesserà i vini da tavola. Detta altrimenti: l’annata promette non solo una produzione abbondante, ma anche di alta qualità.


 

Stando ai calcoli fatti fin qui, infatti, dai vigneti del Bel Paese si dovrebbero ottenere quest’anno ben 47 milioni di ettolitri: una quantità che dovrebbe assicurarci il primato mondiale, visto che l’eterno competitor, la Francia, dovrebbe fermarsi a 46,5 milioni di ettolitri. E a supportare tanto ottimismo ci sono anche i dati Istat, relativi ai primi 5 mesi dell’anno, che fotografano una crescita dell’export dei nostri vini pari al 6%. Per quanto, nulla possa essere dato per scontato: “Molto dipenderà dalle prossime settimane in cui si inizierà a raccogliere la maggioranza delle uve e dall’andamento climatico delle settimane precedenti la raccolta – hanno puntualizzato dalla Coldiretti – In ogni caso, lo stato fitosanitario dei vigneti è in tutta Italia ad oggi molto buono, con assenza di situazioni di criticità, e la qualità attesa è ottima“.

E grande è l’entusiasmo manifestato dall’organizzazione per l’appuntamento fissato domani mattina all’Expo di Milano. Di cosa si tratta? Della “Giornata dell’Agricoltura Italiana”, ovvero del maxi raduno che attirerà (è l’auspicio degli organizzatori) un numero importante di imprenditori agricoli desiderosi di mostrare i loro prodotti e di raccontare le loro esperienze. L’occasione ideale per sperimentare il cambiamento in atto nelle campagne italiane, aperte a nuove possibilità imprenditoriali come l’agriwellness (l’offerta promossa dagli agriturismi che propongono trattamenti di benessere realizzati con i prodotti coltivati in loco) o le fattorie sociali, che impiegano persone con esperienze difficili alle spalle. Passando per il wedding planner contadino, ovvero la tendenza a festeggiare i matrimoni negli angoli più suggestivi della campagna italiana, e per l’impiego di nuove tecnologie (come i droni) che possono aiutare a rendere meno faticoso il lavoro nei campi.



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