Produzione industriale giù del 6,7% nel 2012. Indice grezzo mai così male dal 1990

La produzione industriale nel 2012 è calata del 6,7%. A renderlo noto è l’Istat che comunica anche come la variazione sulla media annua sia la peggiore dal 2009. La produzione industriale è un indice fondamentale rispetto alle capacità economiche di una nazione. Fatte salve fluttuazioni endemiche, se la produzione cala significativamente,  vuol dire che i consumi scarseggiano e, di conseguenza, che la capacità di spesa di individui e famiglie sta diminuendo. Non è andata molto meglio all’indice grezzo (il volume di produzione) che nel 2012 è calato del 6,2%, attestandosi ad 82,9. Il dato è il peggiore dal 1990 a questa parte, 22 anni fa.


Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso l’indice è calato del 2,2%, mentre, gli indici corretti per effetto del calendario, registrano, a dicembre, variazioni negative praticamente in tutti i settori. I beni intermedi (quei beni necessari alla produzione di altri beni), sono scesi del 9,4%, i consumi del 7,7%. Energia e beni strumentali (come ad esempio macchinari e pc) calano ma in modo meno drastico (-3,7% e -2,5%). Il confronto tendenziale (sempre a dicembre), per alcuni settori fa segnare risultati ancora più negativi; giù del 16,8% quello della lavorazione dei minerali non metalliferi, dell’11,4% quello della carta e della carta stampata, del 10.8% quello dell’attività estrattiva. A – 10,7% i petroli raffinati. Confindustria ha stimato per gennaio un leggero aumento del 0,2%, ma dal livello più alto registrato prima dell’inizio della crisi (nel 200), il calo della produzione industriale è stato del 24,9%. In sostanza, si produce un quarto in meno rispetto a 5 anni fa.




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