Problem solving, l’arte di risolvere i problemi

Problem solving. Cos'è, come funziona, come sviluppare una dote fondamentale nel mondo del lavoro.

Problem solving è un’espressione inglese che può essere tradotta come “risoluzione di un problema”. La corretta definizione però è “un’attività del pensiero che un organismo o un dispositivo di intelligenza artificiale mettono in atto per raggiungere una condizione desiderata a partire da una condizione data.” In soldoni il problem solving è la capacità di risolvere i problemi.


L’utilità del problem solving a lavoro

Ogni lavoro comporta dei problemi, quindi non esiste una professione in cui una certa dose di problem solving non sia necessaria. Ovviamente più la problem-solvingmansione a cui siamo destinati è meccanica e meno sarà necessario essere capaci di gestire situazioni problematiche. Normalmente, salendo i gradini della scala gerarchica di un’organizzazione si incontrano mansioni che richiedono sempre maggiori capacità di problem solving. Il problem solving è strettamente correlato con l’attenzione, di cui ci siamo recentemente occupati. Questo perché l’attenzione permette di isolare i dati utili a risolvere un problema mentre l’attività di problem solving è il processo di pensiero che permette di venire a capo di quel problema. Quindi non è sufficiente essere consci delle proprie capacità per risolvere correttamente i problemi, bisogna anche saperli individuare correttamente.

Vantaggi del problem solving

Spesso negli annunci di lavoro si richiede “capacità di problem solving”. Messo così è un requisito che vuol dire tutto e niente. Perché ogni lavoro ha le sue peculiarità e richiede tipi di intelligenza diversi. Ad esempio, un idraulico particolarmente capace di risolvere i guasti delle lavatrici probabilmente non saprà gestire le contrattazioni sindacali come fa un manager. E viceversa. Quindi i vantaggi dell’attività di problem solving sono strettamente connessi a quanto quel dato lavoro “fa per noi”.

Come sviluppare la capacità di problem solving

Come in altre occasioni pensiamo sia utile fornirvi qualche buon consiglio su come sviluppare le vostre capacità di problem solving. Eccoli:
• Guarda la situazione dall’esterno. Talvolta ci sembra di trovarci ad un punto morto nella risoluzione di un problema. O perché non abbiamo idea di come andare avanti oppure perché siamo troppo coinvolti a livello emotivo. In questi casi è opportuno cercare di guardarsi dall’esterno, senza badare alle nostre emozioni o al nostro sconforto. Guardare le situazioni con occhi puramente analitici è spesso la vera soluzione.
• Non accontentarti della prima soluzione. Di norma le prime soluzioni per risolvere un problema che ci vengono in mente non sono affatto le migliori. Continua a pensare e sicuramente qualcosa di meglio ti salterà in mente.
• Sviluppa le tue capacità analitiche. Analizzare un problema è il primo passo per risolverlo. Le capacità di analisi, come dicevamo, sono fondamentali. Per svilupparle è utile fare giochi di logica, ma anche le parole crociate o semplicemente provare ogni giorno a migliorare la propria organizzazione del lavoro.
• Impara a identificare il problema. Il problema, per essere risolto, deve prima essere identificato. Per questo è utile leggere libri o guardare film gialli e provare a indovinare il colpevole. Questo ti aiuterà a imparare a focalizzarti sui punti cardine delle questioni.

Problem solving e ascolto attivo

Spesso in ambito lavorativo non abbiamo i dati di un problema in forma scritta, ma ci vengono detti a voce. Ad esempio, un medico deve fornire una prima diagnosi sulla base della descrizione dei sintomi offerta dal paziente, un tecnico dei computer si fa raccontare dall’utente quali problemi ha la macchina, ecc. In questi casi è fondamentale utilizzare l’ascolto attivo, ovvero ripetere all’interlocutore, riformulandole, le informazioni che ha appena fornito. Un esempio molto banale:
“Spesso durante il giorno ho forti mal di testa che mi impediscono di lavorare.”
“Quindi si può dire che le sue emicranie riducano le sue prestazioni lavorative?”
In questo modo si capirà se abbiamo compreso correttamente i termini del problema e risolverlo sarà più semplice.

Agostino Bertolin




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