Previsto per sabato l’incontro tra Fiat e Governo

Incontro tra Fiat e Governo.

Marchionne, l’ad del Lingotto, incontrerà il Presidente del Consiglio, Monti, sabato alle 16 a Palazzo Chigi per approfondire la questione di Fabbrica Italia.

Saranno presenti all’incontro il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il presidente della Fiat, John Elkann, che dichiara: "La famiglia è unita e dà pieno sostegno a Marchionne". 

Solo ieri Marchionne aveva dichiarato a Repubblica la sua intenzione di abbandonare il progetto Fabbrica Italia ma di non voler chiudere gli stabilimenti. Il Governo a questo punto chiede ulteriori chiarimenti e un chiaro progetto per far fronte alla crisi del mercato automobilistico italiano ed Europeo.

Cosa accadeva ieri.

Marchionne, incalzato da governo e sindacati, rispondeva in un’intervista a Repubblica.

In questa situazione drammatica, io non ho parlato di esuberi, non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via”.

Ma aggiungeva “Non mollo. Mi impegno, ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell'Italia”. 

Nonostante la crisi del settore auto in tutta Europa, che ha registrato un calo del 18,2%, il Lingotto afferma di voler mantenere la produzione in Italia per vendere all’Estero. Non si possono però colmare le perdite europee contando sui profitti dell’America del Nord e del Sud afferma Marchionne. Fabbrica Italia era nata basandosi su delle previsioni di mercato che si sono rivelate erronee, infatti prevedeva una crescita delle vendite già nel 2012 ma ad oggi le previsioni più ottimistiche parlano del 2014.

Prova ne sia il lancio della nuova Fiat Panda, la migliore Panda della storia, 800 milioni di investimento, progettata e realizzata nello stabilimento di Pomegliano, che è stato un flop su tutti i fronti. “In Italia il mercato non la prende perché il mercato non c’è”, afferma Marchionne ma ribadisce “Non sono l'uomo nero”, ma “l'Italia dell'auto è precipitata in un buco di mercato senza precedenti”.

Secondo Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom, quelle di Marchionne “non sono rassicurazioni, è solo un modo per prendere tempo, non è la prima volta che dice che mantiene gli stabilimenti in Italia con le vendite ed i profitti fatti all'estero”. Contemporaneamente invita il lingotto e il governo a stabilire un patto come ha fatto la Fiat in altri paesi.

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