Prevenire le malattie dei lavoratori: nascono le reti neurali

Le reti neurali utilizzate dai ricercatori dell’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione infortunistica dei lavoratori consentiranno di fare previsioni dei livelli di inquinamento che comportano danni alla salute per chi lavora in ambienti aperti.

Si potranno ottenere delle previsioni con circa quattro giorni in anticipo, il che consentirà alle autorità di intervenire a tutela dei soggetti considerati a rischio.Per i ricercatori dell’Istituto l’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento essenziale per comprendere come simulare l’inquinamento atmosferico proprio là dove non riesce la modellistica convenzionale: nelle grandi città o, più in generale, nelle realtà “complesse” (per esempio le aree metropolitane ).

Le reti neurali, infatti, sono decisamente funzionali nel “simulare” sia l’ozono che il materiale particolato (il cosiddetto PM10, le polveri sottili).
L’ozono e il PM10, oltre ad avere un importante impatto sulla salute umana, sono inquinanti molto difficili da riprodurre perché sottoposti alle trasformazioni chimiche (oltre che al trasporto). Se si facesse sistematicamente ricorso a questi strumenti, alcune malattie professionali di particolari categorie di lavoratori dovute all’inquinamento potrebbero essere meglio controllate.

Sul versante della ricerca , una delle applicazioni maggiormente interessanti ha riguardato la possibilità di incrociare i dati ambientali con i ricoveri per patologie respiratorie e cardiovascolari, e di prevedere questi ultimi usando le reti neurali.


I risultati hanno mostrato che le reti riescono ad anticipare in modo corretto il numero dei ricoverati, anche nei periodi estivi, dove tutti gli altri modelli non mostrano risultati soddisfacenti. Mentre gli studi sulle applicazioni ambientali sono ormai consolidati, gli effetti dell’ambiente sulla salute dell’uomo sono un aspetto della ricerca su cui bisognerà insistere nel  prossimo futuro.

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