Pressione fiscale in rialzo, cala il potere d’acquisto delle famiglie italiane

Pressione fiscale ai massimi livelli, e questo comporta un ulteriore calo del potere d'acquisto delle famiglie. Secondo i dati forniti dall'Istat, tenuto conto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel secondo trimestre del 2013 si è ridotto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dell'1,3% nei confronti del secondo trimestre del 2012.


La propensione al risparmio da parte delle famiglie consumatrici sale, e questo comporta che il  57 per cento degli italiani è costretto per risparmiare a scegliere a prodotti piu' economici nel largo consumo, prodotti che molto spesso rappresentano la bassa qualità e di conseguenza aumentano i rischi per la salute di chi li utilizza.

{jcomments on}Secondo Coldiretti l'altro fattore che provocherà presto effetti disastrosi sull'economia, come se non bastasse è l'aumento dell'aliquota Iva.

Generalmente gli italiani sotto effetto della crisi, la prima cosa che tagliano sono le spese per l'alimentazione,  che sottolinea Coldiretti: ha raggiunto il livello piu' basso degli ultimi venti anni. Per questo 2013 il crollo è proseguito con le famiglie italiane che hanno tagliato gli acquisti per l'alimentazione, dall'olio di oliva extravergine (-9 per cento) al pesce (-13 per cento), dalla pasta (-9 per cento) al latte (-8 per cento), dall'ortofrutta (-3 per cento) alla carne, sulla base delle elaborazioni su dati Ismea-Gfk Eurisko relativi ai primi otto mesi dell'anno che  fanno registrare complessivamente un taglio del 4 per cento nella spesa alimentare delle famiglie italiane. Il 68 per cento dei consumatori ha tagliato sull'abbigliamento e il 43 per cento usa meno l'auto, ma in questo caso più che un danno rappresenta sicuramente un cambio di abitudini che porterà benefici non solo sull'economia familiare, ma anche e soprattutto sulla salute.




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