Prepensionamenti e assunzioni agevolate: così le imprese si svecchiano e ci guadagnano

Al via le agevolazioni fiscali per chi propone ai dipendenti più anziani di lavorare di meno. Il loro part-time permetterà infatti l'assunzione - a tempo indeterminato - di giovani risorse

Le imprese che favoriranno la “staffetta generazionale” (ovvero il metaforico passaggio di consegne tra le risorse più anziane e quelle più giovani) godranno di sgravi fiscali. A prevederlo un decreto attuativo del Jobs Act relativo alla riforma degli ammortizzatori sociali.


La misura, operativa dallo scorso mese di settembre, si rivolge a tutti quegli imprenditori che proporranno ai dipendenti più attempati (quelli vicini alla pensione) di optare per un part-time così da permettere l’assunzione di nuove risorse giovani. Si tratta dei cosiddetti contratti di solidarietà espansiva che contemplano il prepensionamento flessibile per i lavoratori più anziani e un contratto a tempo indeterminato per i neo-assunti. Con vantaggi fiscali per l’azienda. Quali? L’Inps si impegnerà a pagare il 15% della retribuzione lorda di ogni singola nuova risorsa durante il primo anno. E continuerà a farlo anche nei due anni successivi, ma con un contributo più contenuto, pari al 10 e al 5%. Un vantaggio non da poco per gli imprenditori che potranno approfittare dell’occasione per “svecchiare” un po’ il loro personale. Senza penalizzare però chi in azienda lavora da tanto tempo. Ai dipendenti che accetteranno il part-time in attesa della pensione verrà, infatti, garantito lo stesso reddito perché la parte mancante della retribuzione mensile verrà compensata da un assegno pre-pensionistico staccato dall’Inps.

 




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