Prendersi cura di sé: ecco perché è importante per la produttività

Volersi bene e scommettere su se stessi aiuta a lavorare meglio. Scopri cosa puoi fare per raggiungere il tuo benessere personale e diventare più produttivo

Ogni persona sa che, per tenersi stretto il lavoro, deve garantire il raggiungimento di determinati risultati. Ma attenzione: lavorare bene non vuol dire necessariamente produrre di più, specie se l’esito della prestazione lavorativa risulta scadente e si traduce nella proposta di un bene o di un servizio poco concorrenziale. L’efficienza e la validità di un lavoratore passano soprattutto dalla sua capacità di fare bene e dalla sua attitudine ad acquisire competenze nuove nel tempo; ecco perché è importante misurarne la produttività in termini di qualità, evitando di esporlo allo stress di garantire il raggiungimento di determinati standard numerici entro tempi contingentati. Come si fa? Occorre partire dalla valorizzazione delle persone che devono, tra le altre cose, imparare a prendersi cura di sé.


Cosa vuol dire prendersi cura di sé

Chi riconosce l’importanza di prendersi cura di sé pensa ed agisce in maniera strategica, spianando la strada ad un benessere personale che impatta positivamente sulla sua produttività. Ad approfondire l’argomento è stato il blog di Trello che ha dedicato un intervento (che abbiamo letto e rielaborato in maniera personale) al legame che unisce la capacità di prendersi cura di sé con la probabilità di affermarsi professionalmente. Ma cosa vuol dire esattamente prendersi cura di sé? Non si tratta solo della tendenza a coccolarsi con massaggi, creme e toccasana di ogni tipo; ma della volontà di intraprendere iniziative tese a supportare la nostra salute fisica e mentale, senza trascurare quella emotiva che, anche al lavoro, può giocare un ruolo importante. Prendersi cura di sé vuol dire fortificare le connessioni con tutto ciò che ci fa stare bene e che ci permette di esprimerci al meglio nei vari contesti che viviamo. “Le persone che badano a se stesse – sostiene lo psicologo americano, Russell Thackeray – dimostrano di avere abilità cognitive più sviluppate: riescono a mettere a fuoco i concetti prima degli altri e a concentrarsi meglio e, in definitiva, tendono a produrre di più”. Badare a se stessi non è insomma un vezzo da vanitosi, ma un’attenzione destinata a fare la nostra fortuna.

Come prendersi cura di sé

Assodato dunque che un lavoratore che impara a prendersi cura di sé è una risorsa che, dimostrando di volersi bene, tende a trasferire il suo benessere nel lavoro, cerchiamo di capire quali sono gli accorgimenti che possono aiutarci a conseguire risultati interessanti in termini di produttività.

Assicurati di dormire a sufficienza

C’è una stretta correlazione tra la qualità del sonno e la produttività. A certificarlo sono diversi studi scientifici che rilevano come le persone che soffrono di insonnia o che non riposano bene impiegano circa il triplo del tempo a portare a termine gli incarichi che vengono loro assegnati. Non solo: chi dorme male fa solitamente fatica a muoversi e a pensare speditamente e rischia di andare in tilt quando deve prendere una decisione. Stando a quanto riscontrato dal dottor Thackeray, la mancanza di sonno può produrre dei danni assimilabili a quelli prodotti dall’abuso di alcol che compromette la funzionalità della corteccia prefrontale. E non è tutto: secondo alcune indagini condotte da equipe mediche, chi passa solitamente le notti in bianco ha il 12% di probabilità in più di morire prima rispetto a chi, invece, riesce a riposare serenamente.

Se anche tu fai fatica a prendere sonno e rischi di svegliarti rintontito la mattina, cerca di correre ai ripari e di mettere un’ipoteca sulla tua produttività. Gli esperti suggeriscono di creare una sorta di routine pre-notturna che dovrebbe predisporre la mente e il corpo al giusto rilassamento. Quando la mente realizza che sta arrivando il momento di andare a letto, inizia a rilasciare un ormone – la melatonina – che regola il ritmo circadiano e che agevola l’abbandono al sonno. Spegni tutti i dispositivi elettronici (le luci emanate dagli schermi del pc, della tv, del tablet e dello smartphone sono deleterie), fai un bagno caldo, indossa il pigiama e abbassa le luci. Ripeti queste pratiche con regolarità e la tua routine pre-notturna ti assicurerà sonni profondi.

Utilizza il telefono con moderazione

Il telefono è uno strumento che può aiutarti tanto, anche in termini di produttività lavorativa, ma occhio a non abusarne perché può trasformarsi, in un solo attimo, in un insidioso sabotatore. Le notifiche che arrivano a ritmi forsennati rischiano di attentare mortalmente alla tua concentrazione e di farti perdere un sacco di tempo. E non trascurare la possibilità che l’uso prolungato del telefono (del quale spesso diventiamo dipendenti) comprometta le tue capacità mnemoniche creandoti non pochi problemi al lavoro. Nessuno ti chiede di rinunciarci tout court, ma di utilizzarlo con intelligenza e moderazione, evitando di tenerlo a portata di mano quando sei impegnato a sviluppare un progetto importante o quando qualcuno ti chiede di prestargli la dovuta attenzione. Il telefono può generare problemi anche a livello relazionale, specie quando ti ostini a scorrere ineducatamente lo schermo mentre qualcuno cerca di comunicare con te. Impara a stabilire un rapporto sano ed equilibrato col tuo telefono e riprendi il controllo di quello che devi e che puoi fare autonomamente. Sgravati dal peso di essere continuamente connesso e punta di più sull’interazione personale; prendersi cura di sé significa anche coltivare i rapporti che possono arricchire la tua esperienza.

Vivi appieno il presente

Molte persone passano il tempo a rimuginare sul passato o a fantasticare sul futuro e faticano a focalizzare la loro attenzione sul presente. E’ una consuetudine pericolosa, che rischia di farti perdere opportunità importanti e che può indurti a non riconoscere il valore di ciò che già possiedi o di cui disponi. Occorre acquisire consapevolezza che, come spiega il dottor Thackeray, “è la propensione a focalizzare la propria attenzione sulle cose che sono qui ed ora”. L’invito degli esperti è quello di godersi ciò che si ha e di adoperarsi per migliorare le cose che non funzionano perfettamente, sforzandosi di vivere appieno il presente che può riservare sfide avvincenti. Una buona abitudine potrebbe essere quella di fare meditazione che aiuta a combattere lo stress e a rinforzare la concentrazione e la capacità di pensare ed agire in maniera creativa. La meditazione accresce la densità della materia grigia presente nell’ippocampo (la parte del cervello responsabile dell’apprendimento e della memorizzazione) e ridimensiona quella dell’amigdala, la ghiandola del cervello che gestisce emozioni come la paura. Prendersi cura di sé vuol dire anche ritagliarsi un momento di puro relax, che consente di riflettere su tutto quello che connota positivamente le nostre giornate. Senza rimpiangere qualcosa che non c’è più o anelare a qualcosa che potrebbe non arrivare. Per essere produttivi, occorre essere e rimanere presenti.

Spezza la routine

Fare sempre le stesse cose ti fa sentire al sicuro, ma rischia di atrofizzare le tue capacità e di neutralizzare le tue ambizioni. Devi uscire dal perimetro nel quale ti muovi con disinvoltura (la confort zone) e inoltrarti in territori nuovi. Per rendere bene il concetto, il dottor Thackeray spiega che si tratta di un procedimento assimilabile a quello che si innesca quando si fa attività fisica. “Se vai regolarmente in palestra e alleni solo un braccio – semplifica l’esperto – otterrai degli ottimi risultati su quell’arto, ma lascerai indebolito il resto del corpo. Succede anche col tuo cervello la cui neuroplasticità viene stimolata dai cambiamenti”. Sforzati di uscire dalla ruotine e mettiti in gioco; esci dagli schemi che controlli a menadito e corri il rischio di sbagliare. Prendersi cura di sé non significa scommettere su ciò che sai già fare, ma sulle potenzialità che aspettano solo di essere sollecitate per approdare a nuovi successi. Non è una meta a cui si arriva subito né tantomeno facilmente; anzi, occorre lavorarci alacremente su pianificando una strategia che consenta di centrare l’obiettivo gradualmente. Spezzare la routine per sperimentare cose nuove è una pratica che richiede fatica e coraggio. Ma che garantisce un’elasticità mentale destinata a fare la differenza.

Dormi bene, sviluppa la giusta autonomia dai supporti elettronici, investi sul presente e mettiti regolarmente alla prova: sono questi i consigli che gli esperti consegnano a chi, come te, vuole raggiungere uno stato di benessere che non deve necessariamente coincidere con la scalata al successo. Reimposta la tua mentalità e poniti al centro per un po’ (senza scadere nel fanatismo); scopri cosa ti fa stare bene e perseguilo con tenacia, predisponendoti a snudare parti della tua persona che non avevi ancora sondato. Prendersi cura di sé vuol dire, in definitiva, credere in se stessi ed impegnarsi a conseguire risultati che – nel lavoro come nella vita privata – contribuiscono a rendere più curiosi e produttivi e dunque più felici.



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