Precari scuola, ecco cosa prevede il decreto Sviluppo

Il Decreto per lo sviluppo, approvato in consiglio dei ministri lo scorso giovedì, affronta la spinosa questione del personale precario della scuola, con la previsione di assumere 67 mila persone, entro il 2013.


Si tratta di circa 30 mila insegnanti e 37 mila del personale Ata. Inizialmente, si pensava di assorbire l’esercito dei precari in sei-sette anni, ma grazie ai risparmi realizzati nella scuola, le nuove assunzioni potranno avvenire a costo zero per le casse dello stato.

In concreto, quanti venivano chiamati a settembre, per poi essere mandati a casa a giugno, potranno ottenere la stabilizzazione del loro contratto a tempo indeterminato, ma gli anni trascorsi a insegnare o come personale Ata non verranno conteggiati per gli scatti di anzianità e lo stipendio parte dal primo, come se avvenisse una neo-assunzione.

Nello stesso decreto, però, sono stati posti paletti ben precisi per le supplenze; si stabilisce, infatti, che coloro che hanno ottenuto il conferimento di una supplenza, utile per erogare un servizio scolastico costante, in nessun modo, potranno vedersi convertire il loro contratto a tempo determinato in indeterminato e gli anni di servizio non potranno essere conteggiati ai fini della maturità di servizio e per gli scatti retributivi.



CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS