Praticanti avvocati: in alcuni casi veramente sfruttati

Le tipologie di giovani precari, sfruttati dal mondo del lavoro, sono tantissime e provengono dai diversi ambiti e categorie professionali, tra queste troviamo anche quelle che riguardano gli studi legali degli avvocati.

In Italia per svolgere la professione di avvocato oltre alla laurea in Giurisprudenza è necessario superare l’esame che consente l’iscrizione all’Albo professionale. Prima di arrivare a questo obiettivo bisogna però svolgere un periodo di praticantato di due anni. Il praticantato molto spesso può durare anche più a lungo ed è svolto nella maggior parte dei casi in modo gratuito.

Tutto ciò si è tramutato in uno sfruttamento diventato ormai sistematico nonostante le disposizioni del codice deontologico che all’art. 26 prevede esplicitamente che ” l’avvocato deve fornire al praticante un adeguato ambiente di lavoro, riconoscendo allo stesso, dopo un periodo iniziale, un compenso proporzionato all’apporto professionale ricevuto”.

Il codice parla di compenso proporzionato al lavoro svolto, ma pochissimi sono gli studi legali che adottano queste condizioni.

All’inizio della pratica “il giovane praticante avvocato” si aspetta di partecipare attivamente alla preparazione, con istruzione e studio delle diverse cause.

La realtà però è ben diversa, infatti, molti praticanti sono costretti ad andare avanti indietro svolgendo il lavoro più “fastidioso”: estenuanti file; pagare le multe ricevute per i parcheggi in doppia fila; lunghe ore di attesa davanti ad un portone a recapitare un documento a un collega del capo per niente puntuale; interminabili giornate lavorative, in vista di scadenze ecc.

Tutto questo avviene spesso senza neppure ricevere un ”grazie”o un piccolo “rimborso spese” per gli spostamenti. Tuttavia non bisogna generalizzare poiché esistono studi legali seri che rispettano i propri praticanti dando dopo un’una prima fase di apprendimento professionale un piccolo contributo economico mensile in rapporto al lavoro svolto. Il problema è che la maggior parte dei giovani che si avviano a questa professione lamentano le stesse umiliazioni.

Si tratta di forme di sfruttamento diventate oramai una consuetudine nella quotidiana esperienza di tanti giovani. La situazione si rivela ancora più complessa perché il praticantato si protrae anche dopo i due anni.

I disagi in tal senso sono amplificati dal passaggio di una “situazione di sfruttamento” a quella di uno “stato di precarietà”. Tutto ciò si traduce in un ulteriore ritardo nel raggiungimento di un’autonomia economica e professionale, con l’inevitabile conseguenza di un prolungamento della condizione di dipendenza economica dalle famiglie di origine.

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  • Gian Piero 5 anni

    Eccovi la mia brutta esperienza, vissuta in prima persona e sulla mia pelle, e la soluzione da me trovata e applicata.
    Laureato in giurisprudenza all’Università di Roma “La Sapienza” con 110/110 (media del 104/110 + 6 punti di tesi) e superato l’esame di avvocato a Roma con 230/300, lavoravo presso uno studio legale piuttosto rinomato e importante (titolare deputato) 70 ore settimanali (orario: 8-14 e 15-21 da lunedì a venerdì + 5 ore sabato pomeriggio e altre 5 ore domenica pomeriggio) per 11 mesi e mezzo all’anno (ferie solo 2 settimane ad agosto), in cambio di €. 500,00 al mese per 11 mensilità, peraltro pagati con ritardo il 15/20 del mese successivo, e il mese di luglio mi veniva pagato a settembre inoltrato, cosicché ad agosto non avevo il becco di un quattrino per le vacanze (peraltro, solo 2 settimane) !
    Ma alla fine l’ho fregato alla grande, con un semplice ma efficace stratagemma: dal momento che lo studio legale era specializzato nel recupero crediti per svariate società bancarie e para-bancarie, appena superato l’esame di avvocato ho cominciato a inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende di recupero crediti di Roma, a cominciare da quelle che erano clienti dello studio e che avevo conosciuto proprio lavorando in quello studio legale.
    Dopo solo 2 mesi di ricerche, utilizzando tutti i mezzi a mia disposizione (e-mail, fax, internet, posta ordinaria, familiari, parenti, amici, conoscenti, ex colleghi, ex compagni di scuola e di classe, segretarie e altri colleghi conosciuti in Tribunale), ho trovato lavoro in una piccola azienda di recupero crediti cliente dello studio legale (con grande disappunto e rosicata da parte del titolare e dei suoi più fidati collaboratori, anche e soprattutto perché il direttore di quell’azienda era amico del titolare dello studio legale e lo avevo conosciuto proprio attraverso lo studio).
    Poi, quando la crisi economica iniziata nel 2008/2009 ha cominciato a disintegrare la piccola azienda dove lavoravo, me ne sono andato in una grande azienda (sempre di recupero crediti), conosciuta attraverso la prima, facendomi aiutare da un collega che aveva fatto “il salto” qualche anno prima (nel 2006, prima della grande crisi).
    E vi dirò di più: in questa grande azienda vi sono colleghi che ogni giorno inviano il proprio curriculum vitae ad altre aziende (ancora più grandi e importanti) e molti di loro hanno trovato lavoro negli uffici legali interni di grandi e importanti banche, alcuni andando fuori Roma, ma altri senza neanche doversi spostare da Roma.
    Alla fine della fiera, morale della favola: con intelligenza, furbizia, astuzia e diplomazia … imparate a sfruttare chi vi sfrutta, sul suo stesso campo: il lavoro ! Imparate tutti i suoi trucchi, acquisite tutte le sue conoscenze, conquistatevi la sua fiducia, entrate nei suoi segreti professionali e, alla fine, pugnalatelo nella schiena e alle spalle quando meno se lo aspetta !
    Per tutti i colleghi che sgobbano negli studi legali in cambio di uno stipendio da fame: inviate i vostri curriculum vitae a cominciare dalle aziende clienti dello studio legale nel quale lavorate, così – quando troverete un lavoro migliore e ve ne andrete dallo studio – al vostro “dominus”, oltre al danno di perdere un
    valido collaboratore, infliggerete anche la beffa di averlo fregato sul suo
    stesso campo, nel quale credeva di essere più bravo e più forte di voi !