Posto fisso e famiglia: i punti fermi dei giovani universitari

Il posto fisso e un reddito adeguato sono i sogni degli studenti italiani: ecco quali sono i risultati di una recente ricerca.

posto fisso

La famiglia ed il posto fisso come punti fermi della vita dei giovani universitari. La prima un punto fermo indubbiamente lo è. Il secondo invece è più che altro una speranza costante, da realizzare anche emigrando all’estero. E’ quanto emerge da una recente ricerca condotta da Universitybox Research. Il mercato occupazionale dell’Italia vive una fase di grande difficoltà congiunturale, e le speranze di breve termine non sembrano essere sufficientemente solide da supportare auspici di concreta ripresa. Di qui un panorama piuttosto deludente sul fronte “job”, e la riscoperta di valori e di principi – posto fisso in primis – che negli ultimi decenni avevano corso il rischio di essere posti in secondo piano. Vediamo quali sono gli spunti di discussione forniti dalla recente ricerca di Universitybox Research.


La ricerca

La ricerca da cui trae spunto il nostro approfondimento è stata condotta da Universitybox Research nel corso del mese di maggio. L’ente è specializzato in indagini di mercato, e l’osservazione è stata effettuata nei maggiori atenei italiani, riguardando ogni aspetto della propria vita, della propria famiglia, delle loro abitudini, i consumi, il rapporto con i media, la visione del mondo e tanto altro ancora. In particolare, i dati si riferiscono a un campione di oltre 1.700 studenti intervistati face to face allo scopo di comprendere quali siano le sensazioni sul contesto lavorativo e, più in generale, sulle proprie condizioni di vita.

I risultati: la speranza del posto fisso all’estero

Un primo risultato che è possibile trarre dall’osservazione in esame riguarda la preoccupazione per la congiuntura economica e occupazionale: un dato che sembra fuoriuscire da (quasi) tutte le interviste condotte, e che conferma come l’apprensione nei confronti del futuro influenzi in modo significativo ogni scelta attuale. Ad ogni modo, la condizione economica familiare sembra essere ancora oggi un punto saldo – probabilmente l’unico – della vita degli studenti universitari. Il sostegno della famiglia viene infatti utilizzato dalla maggior parte degli studenti, che tuttavia si dimostrano ben più attivi di quanto si possa immaginare. La ricerca evidenzia infatti come ben il 61% di chi segue un corso di studi universitari abbia svolto un’attività lavorativa durante la formazione, di cui il 36% a carattere occasionale.

A conferma delle righe che precedono, si dia uno sguardo alle condizioni di domicilio. Stando alla ricerca, infatti, più del 60% degli studenti vive a casa con i genitori: una conseguenza diretta dell’insufficiente reddito maturato dagli studenti, non sufficiente per il mantenimento autonomo. Per quanto riguarda le spese degli studenti, i redditi maturati dai lavori svolti durante i periodi di studio vengono utilizzati proprio per le spese universitarie, dimostrando quindi una saldezza di intenti piuttosto invidiabile. Vi è inoltre un’attrazione crescente per le esperienze di studio oltre confine: un elemento che in parte può essere attribuito alla consapevolezza di dover arricchire la propria competenza con know-how ed esperienze di vita fuori dai confini nazionali, e che in parte può tuttavia essere attribuito alla speranza di trovare un posto fisso di lavoro all’estero durante l’esperienza di studio.

Non solo: a conferma della bontà delle intenzioni e delle valutazioni degli studenti, dalla ricerca emerge come gli studenti siano consapevoli delle difficoltà del futuro, e che in buona parte (72%) si dicono convinti di poter affrontare le sfide dei prossimi anni solamente se si impegneranno molto. La presenza di “conoscenze” utili per agevolare l’ingresso nel mondo lavorativo è ritenuta importante per il 48%, mentre il 40% segnala che le attività di famiglia possono rappresentare il canale privilegiato per la propria carriera professionale.

Aziende nelle quali lavorare

Fin qui, le valutazioni più generiche compiute dalla ricerca. L’analisi va tuttavia ben oltre e, sancendo che il desiderio degli studenti è quello di trovare un reddito adeguato (59%) e un posto fisso (51%), è possibile cercare di stilare la classifica delle aziende nelle quali la maggior parte degli studenti vorrebbe lavorare. Ebbene, da tale ricerca emerge che il settore tecnologico sarebbe quello con il maggiore appeal per gli studenti: Apple, Samsung e Google occupano tre delle prime quattro posizioni (e Apple la prima in assoluto), con un predominio interrotto dalla professione in ambito sanitario.

Tra le professioni più ricercate figurano inoltre quelle in ambito istituzionale, culturale sociale turistico, e le attività in proprio. Per quanto concerne le società italiane, Ferrari sembra essere quella maggiormente in grado di attirare l’interesse dei giovani.



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