Posti vacanti: il tasso rimane fermo allo 0.6

Il tasso di posti vacanti rimane invariato per il secondo trimestre consecutivo. Secondo l'Istat, le nostre aziende continuano a cercare poche persone

L‘Istat ha diffuso ieri le stime preliminari sui posti vacanti nelle imprese dell’industria e dei servizi. Cosa è venuto fuori? Che, nel primo trimestre del 2015, il tasso di posti vacanti è rimasto identico a quello rilevato nei tre mesi precedenti, attestatosi sullo 0.6.


posti vacanti

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Ma cos’è esattamente il tasso di posti vacanti? A spiegarlo è lo stesso istituto nazionale di statistica, che lo indica come il rapporto percentuale tra il numero di posti vacanti e la somma tra i posti vacanti e le posizioni lavorative occupate. Laddove per posti vacanti si intendono quelli ricercati attivamente dai datori di lavoro che, per trovare le risorse mancanti all’interno delle loro imprese, sono disposti a fare sforzi supplementari.

La rilevazione dell’Istat ha preso in considerazione un campione ben specifico, quello rappresentato dai lavoratori dipendenti (e non dai dirigenti) di imprese che contano almeno 10 addetti. Documentando – come già detto – la stabilità del tasso di posti vacanti che da gennaio del 2015 è fermo sullo 0.6 (in leggero aumento rispetto allo 0.5 registrato nei quattro trimestri del 2014).

Ma perché è utile conoscere il tasso di posti vacanti? Perché può fornire indicazioni interessanti sull’andamento del numero di posizioni lavorative occupate nel prossimo futuro. In pratica, se sappiamo quanti sono i posti che le aziende mettono a disposizione, possiamo trarre indicazioni (più o meno attendibili) su quanti assunti ci saranno a breve termine. E lo 0.6 certificato dall’Istat non lascia sperare bene: il tasso di posti vacanti che rimane basso rivela, infatti, che le nostre imprese continuano a cercare poche risorse, per via del prolungarsi della fase recessiva.




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