Post laurea: che fare? Quale direzione scelgono giovani laureati in Italia?

Cosa fare dopo la laurea? Frequentare un master o lanciarsi nel mondo lavorativo? Preferire l’Italia o l’estero? Questa, e altre domande, tormentano i sonni notturni di migliaia di giovani studenti che, in procinto di terminare il corso di studi universitario, si domandano cosa fare di se stessi una volta conseguito quell’ambito pezzo di carta chiamato laurea.


“Non solo” – sottolineava l’inserto “Lavori in Corso” della Stampa pochi giorni fa i giovani si scontrano con il fenomeno chiamato “over-education” (titoli troppo alti rispetto a una richiesta di lavoro bassa), ma anche le opportunità di lavoro effettive sono quasi tutte “mordi e fuggi”. Anche i meno giovani, poi, che magari un lavoro ce l’hanno, sentono di dover investire in un corso di formazione, per migliorare la loro condizione professionale”.

Una volta conquistata la laurea, infatti, il panorama delle scelte presenta una ricca offerta potenziale. Peccato che districarsi nei meandri di questa giungla di possibilità sia tutt’altro che semplice. E allora, 4 ragazzi su 5, usciti dalla triennale, si gettano a braccia aperte nel comodo percorso del biennio specialistico, predisposto quale naturale proseguimento della prima parte del corso di studi.

Altri preferiscono invece optare per un master universitario o promosso da enti privati: un portafoglio di opportunità formative che ad oggi conta almeno 2 mila diversi indirizzi, contribuendo a creare un labirinto di formazione nel quale è ben facile perdersi. “Il primo criterio di scelta” – afferma in merito l’inserto del quotidiano torinese – “deve essere quello della vicinanza del master alla realtà lavorativa. Chi vuole restare nell’università, come ricercatore o dottore di ricerca, sceglierà dentro questa offerta; chi invece vuole misurarsi presto con il lavoro e con le aziende dovrà avere una bussola; verificando tra i promotori e le imprese ospitanti l’effettivo rapporto del master con una domanda di lavoro e con la presenza di enti e istituzioni accreditate. Tra di esse, data l’assenza nel nostro paese di una vera Agenzia di valutazione della formazione post-laurea, può essere utile analizzare da vicino l’offerta di master accreditati promossa dall’Asfor (Associazione per la formazione manageriale), che sul suo sito (www.asfor.it) scheda oltre 30 master con il bollino blu”.

Qualcuno opta invece per l’estero. Una scelta che – vista e valutata la delicatezza dell’impegno (anche finanziario) – non può che essere figlia di un’attenta valutazione. “Molti, infatti, pensano all’estero con una mentalità da Erasmus” – conclude l’approfondimento de La Stampa – “Dopo la laurea va accentuata invece la scelta professionale. Al di là dell’offerta di master specialistici nei diversi settori, tra i più gettonati corsi all’estero vi sono i master in management, per i quali, oltre a una buona laurea, sarebbe più utile avere anche una prima esperienza lavorativa, almeno biennale. In questo caso, l’offerta è ampia ma le eccellenze vengono misurate con rigore”.

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