Posso bluffare sul domicilio se mi rendo conto che preferiscono un “domiciliato in zona”?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Ho 33 anni e da un paio di anni sono tornato vivere in Calabria in una zona (ahimè) a bassissima occupazione. Guadagno qualche spicciolo con dei lavoretti di consulenza su internet, ma nei precedenti cinque anni avevo lavorato a Padova, con risultati soddisfacenti ed avevo un buon lavoro. Sono laureato in scienze e tecnologie alimentari e visitavo le aziende clienti per descrivere tecnicamente i servizi dell’azienda per cui lavoravo, sempre comunque nel mio settore. Poi purtroppo la crisi si è fatta sentire, non hanno potuto tenermi, ho perso quel lavoro e non sapendo più come pagare l’affitto sono rientrato a vivere dai miei.

Ora mi rendo conto che in Veneto o comunque nel Nord Italia ci sono nuovamente spazi per professionalità come la mia e sto inviando diversi CV mirati, dichiarando in maniera esplicita che sono disponibile al trasferimento immediato (lo sono davvero, posso trasferirmi in meno di due giorni). Nonostante questo mi rendo conto che vengono favoriti candidati che sono già “in zona”, è venuto fuori in una telefonata in un caso ed in altri casi ho visto che hanno contattato miei ex colleghi rimasti a Padova e non me.


Datemi un consiglio: sarebbe così terribile bluffare sul domicilio scrivendo che vivo a Padova o in altra città in cui mi candido? Rischio qualcosa se poi mi scoprono?

Claudio R. – Cosenza

Per Bianco Lavoro risponde il dr. Marco Fattizzo – esperto in Politiche del Lavoro

Buongiorno Claudio,

parto subito con la risposta secca (e secondo me esatta): No! Non sarebbe affatto terribile nel suo caso bluffare ed indicare come domicilio, invece del suo in Calabria, quello di un amico o conoscente nella zona in cui si candida. Anzi, le dirò di più, come domicilio può semplicemente indicare la città (Padova, ad esempio) senza specificare alcun indirizzo.

Mi rendo conto che consigliare di “mentire” nel CV e nella candidatura possa sembrare scorretto, ma nel caso specifico del domicilio vicino alla zona di lavoro non lo è affatto.

Ovviamente a delle condizioni molto rigide: essere realmente in grado di “domiciliarsi” in zona in tempi strettissimi in caso di assunzione ed essere disponibili a viaggiare per il colloquio anche più volte senza farsene un problema.

Il suo caso mi ha molto colpito poiché molti anni fa, poco più che neo-laureato, mi sono trovato in una situazione simile alla sua e desidero raccontarle come l’ho risolta.

Vivevo in Puglia ed ambivo ad un posizione aperta su Rimini nell’ambito delle Risorse Umane. Inviai il CV inserendo “Rimini” come domicilio, mi contattarono e fissarono l’appuntamento per il giorno successivo. Passai la notte in treno, la mattina ebbi appena il tempo di fare colazione e darmi una rinfrescata nel bagno del bar e via al colloquio.

Sembrava andato bene, “le faremo sapere entro alcuni giorni” mi dissero. Attesi la sera girovagando per Rimini, poi ripresi il treno. La mattina dopo, stazione di Lecce, appena arrivato, scendo dal treno e squilla il telefono, erano loro, il colloquio era andato bene e me ne fissavano un secondo per il giorno successivo con la responsabile nazionale che arrivava appositamente da Milano per conoscermi. “Certo, domattina alle 10 sarò da voi” risposi senza batter ciglio. La sera di nuovo in treno per altre nove ore di viaggio, la mattina colloquio e… andò bene, assunto, potevo iniziare dopo pochi giorni. Certo non fu semplice cercare un alloggio (di fortuna) e farmi spedire un pacco con qualche vestito rinunciando a tornare a casa per fare una valigia “seria”. Nei mesi successivi non ebbi problemi a raccontare ai miei selezionatori (divenuti poi colleghi) la verità e mi “confessarono” che avevo fatto proprio bene, poiché certamente avrebbero preferito una “persona che era già in zona” e bluffando avevo reso loro un servizio risolvendogli a monte il problema.

I problemi principali che si pone il selezionatore quando riceve il CV di una figura valida ma domiciliata a centinaia di chilometri di distanza sono: questa persona riuscirà davvero a presentarsi in tempi brevi per il colloquio senza crearmi problemi con orari, slittamenti, etc…? Ed in caso di assunzione sarà disponibile subito o dovremo attendere che cerchi alloggio e si sistemi?

Concludendo posso dirle questo: sul CV non va bene barare dichiarando doti che non si hanno o capacità mai acquisite. Se ad esempio dichiara di parlare “Tedesco” ma in realtà non sa nemmeno pronunciare bene Guten Tag… non va bene, la scopriranno velocemente. Ma se lei dichiara che parla tedesco ed in caso di assunzione lo impara alla perfezione in poche ore… allora tutto ok, a chi la ha selezionata non importerà nulla se sul CV ha bluffato, lei ora parla tedesco ed è questo che conta.

Ovviamente è una provocazione, una lingua non si può imparare in poche ore, un domicilio invece se si è dinamici e flessibili come mi pare che lei sia, può cambiare molto velocemente.



 

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