Positivi, onesti e simpatici: ecco come ci vogliono i colleghi

Dividere la stanza con un "musone" è l'incubo di tutti i lavoratori. Per fare breccia nel cuore dei colleghi, meglio essere positivi, sorridenti e leali

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: lavorare in un ambiente gradevole fa la differenza. Gli studi che certificano la stretta connessione tra il clima disteso in ufficio e l’incremento della produttività non mancano: secondo molti osservatori, infatti, chi ha la fortuna di dividere la stanza con persone piacevoli e votate all’ottimismo ha ottime chance di migliorare la propria performance professionale e contribuisce concretamente a costruire la crescita dell’azienda per cui lavora. Non è faccenda da sottovalutare. Impegnarsi a intrecciare rapporti distesi e collaborativi coi colleghi è ciò che ognuno di noi dovrebbe fare. Non sempre è facile, ma con un po’ di buona volontà, anche il più inguaribile dei “musoni” sperimenterà che sforzarsi di sorridere è meglio che lagnarsi. E che mostrarsi positivi porterà giovamento. A se stessi e agli altri.


Le 4 caratteristiche più apprezzate dai colleghi

Come ci vogliono i colleghi

Appurato, dunque, che è meglio lasciare la negatività e il malumore fuori dall’ufficio, cerchiamo di capire quali sono i tratti caratteriali più apprezzati negli ambienti di lavoro. Secondo una ricerca britannica, il 48,1% dei professionisti gradisce avere accanto un collega positivo, il 42,1% apprezza l’onestà, il 41,5% promuove la cosiddetta “approchability” (facilità di approccio) e il 38,3% premia il senso dell’umorismo. In pratica: a vincere al lavoro (almeno tra i colleghi), sono le persone positive, simpatiche e “alla mano”. E quelle che, al momento giusto, dimostrano di essere affidabili e leali.

Positività 

Lo abbiamo detto più volte: essere positivi al lavoro significa (solitamente) essere più produttivi. Ma come si fa ad essere felici, quando tutto sembra andare per il verso sbagliato? Sforzarsi di vedere il proverbiale bicchiere mezzo pieno può aiutare: le giornate storte capitano a tutti, ma se riusciremo a dare il giusto peso alle “avversità”, eviteremo di farci vincere dalla frustrazione e dalla negatività. In pratica, è una questione di atteggiamento e di impegno: concentriamoci sugli aspetti positivi della nostra professione (anche quelli apparentemente insignificanti) e impegniamoci a coltivare un clima positivo con chi ci sta intorno. Una parola di incoraggiamento o un attestato di stima possono fare miracoli. E se impareremo a ripeterci che le cose (per quanto difficili) possono essere portate a termine con successo – soprattutto se si può contare su una squadra di lavoro coesa – la vita, anche in azienda, scorrerà più agevolmente.

Onestà

Mettiamocelo bene in testa: le “furbate” e le scorrettezze, prima o poi, si pagano. E’ una regola che vale anche negli ambienti di lavoro dove sempre più professionisti dimostrano di tenere in grande considerazione l’affidabilità e la correttezza dei loro colleghi. Chi si prende meriti che non gli appartengono, scarica le proprie responsabilità sugli altri o assiste, senza intervenire, a qualche piccola o grande ingiustizia, finisce fatalmente per farsi una pessima nomea. E per essere additato come il collega di cui non ci si può fidare. La conseguenza? Tutti tenderanno ad evitarlo e a fargli il vuoto intorno. L’onestà paga sempre, cerchiamo di non lesinarla quando siamo in ufficio. Mostriamoci piuttosto leali ed affidabili e impegniamoci a fare squadra con gli altri per raggiungere quei risultati che appagheranno tutti.

Approchability

E’ una caratteristica che molti professionisti britannici sperano di trovare nei loro vicini di scrivania poiché indica la facilità di parlare, confrontarsi e, in generale, interagire con loro. In pratica, stiamo parlando della capacità di relazionarsi agevolmente con gli altri che appartiene alle persone cosiddette “alla mano”. E’ un tratto caratteriale molto importante, che contribuisce, in maniera significativa, a costruire il giusto clima in ufficio. Perché? Perché le persone dotate di “approchability” sono solitamente quelle che accolgono con un sorriso e una stretta di mano i nuovi arrivati, mettendosi immediatamente a loro disposizione. La loro apertura e la loro cortesia riesce, quasi sempre, a tranquillizzare i nuovi assunti, che si lanciano con meno ansia nella nuova impresa. Ma attenzione: bisogna sempre valutare la situazione e fare i conti con l’etichetta dell’azienda. Ci sono ambienti di lavoro particolarmente rigidi e strutturati in cui un eccesso di “approcciabilità” potrebbe non essere apprezzato. Analizziamo sempre con attenzione il contesto e comportiamoci di conseguenza.

Senso dell’umorismo

Farsi una sana risata può salvare la vita, anche in ufficio. Ma è sempre così? Secondo uno studio condotto dalla Wharton School di Philadelphia e dalla Harvard Business School, fare battute coi colleghi può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Se sono inappropriate, possono creare risentimenti e innescare dinamiche negative; ma se suscitano la risata di tutti, senza ledere la sensibilità di nessuno, allora il successo è assicurato. “Raccontare una barzelletta o fare una battuta – hanno spiegato gli estensori dello studio – è segno di sicurezza e competenza e può migliorare lo status, ma fare battute inappropriate o che non fanno ridere, pur rivelando fiducia in se stessi, è un segnale di mancanza di capacità e può peggiorare la posizione di chi le fa”. Di più: “La capacità di usare lo humour è una skill sociale e manageriale importante che può dare benefici – hanno aggiunto i ricercatori – e dovrebbe giocare un ruolo nel modo in cui vengono selezionate, formate e promosse le persone. Ma usare lo humour può essere rischioso, soprattutto nelle relazioni nuove in cui non c’è familiarità con gli altri. Il consiglio quindi è di usarlo con cautela”. Come dire: va bene scherzare, ma occhio a farlo nel modo giusto e nelle circostanze adeguate.



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