Portfolio per freelance: consigli e suggerimenti

Un perfetto portfolio per freelance? Ci vuole gusto e stile, ma soprattutto sostanza.

Cosa rappresenta il portfolio per freelance?  Indispensabile quanto un cv, più richiesto di un biglietto da visita, più visualizzato (dai potenziali clienti) rispetto a tutte le altre pagine del sito: è praticamente vitale. E ogni freelance, che sia alle prime armi o vanti già qualche anno di esperienza alle spalle, sa quanto sia importante non solo averlo ma anche presentarlo al meglio. Ecco qui di seguito utili consigli e suggerimenti per costruire un ottimo portfolio per freelance.


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 I 5 requisiti fondamentali di un perfetto portfolio per freelance

Il presupposto da cui partire e che potrebbe sembrare scontato (ma non lo è) è che il portfolio deve essere online. E quindi parte integrante del proprio sito web personale (e questo appunto non è scontato perché ancora molti freelance non ce l’hanno e si limitano solo ai profili sui social network).

  1. Avere un sito web impeccabile, in particolare una home accattivante e di facile consultazione, curata nei dettagli e ben organizzata. Questo punto è importante innanzitutto perché il potenziale cliente deve decidere se fidarsi del lavoro del freelance: se il suo sito è trascurato e pieno di errori come potrà prendersi cura dell’immagine altrui? In secondo luogo, se la home del sito e il menù non sono usabili e interessanti difficilmente il potenziale cliente si prenderà la briga di cercare la pagina con il portfolio.
  2. La pagina stessa del portfolio per freelance deve possedere determinati requisiti e nella fattispecie deve essere: a) semplice, nel senso di pulita e navigabile ma non banale; b) riconoscibile, con logo ben chiaro; c) scaricabile, con possibilità di download in formato pdf (a cui aggiungere magari il cv).
  3. L’impaginazione gioca un ruolo fondamentale e le immagini donano sempre un valore aggiunto ai testi. Anche per il portfolio meglio organizzare una sequenza di foto per i vari lavori, in modo che già passandoci su il mouse (mouseover) appaia una breve descrizione del progetto. Il cliente interessato volendo potrà cliccare per i dettagli (mouse click) e a quel punto si aprirà un’altra pagina (possibilmente in un’altra finestra) che mostrerà in modo dettagliato l’idea, l’evoluzione e la realizzazione di quel lavoro.
  4. Il portfolio per freelance deve essere “selezionato”, nel senso che deve rappresentare un’antologia dei lavori più belli e meglio riusciti, quelli di cui si va davvero fieri. Meglio evitare di includere lavoretti di poco conto solo per far numero e riempire la pagina.
  5. Il vero non plus ultra di un perfetto portfolio per freelance è la referenza: clienti che sono rimasti soddisfatti o ancora meglio che continuano la collaborazione e si avvalgono periodicamente dei servizi del freelance. Questo rappresenta una vera e propria garanzia per il potenziale cliente che, dovendo scegliere tra decine di freelance colui a cui assegnare il lavoro, sarà portato a un’istintiva fiducia nei confronti di chi non solo ci mette la faccia ma non esita a mettere anche quella di altre persone.

Sarà bene aggiungere sulla pagina del portfolio per freelance anche un excursus generico dei servizi offerti, i propri contatti ben in vista e una breve descrizione delle proprie competenze.

Per concludere: grafica pulita, immagini di qualità, impaginazione ben organizzata e referenze. E naturalmente i lavori da presentare. Ecco il punto cruciale: e se si è alle prime armi e si è a caccia proprio del “primo” lavoro? Cosa si può presentare nel proprio portfolio?

Suggerimenti per realizzare un portfolio per freelance alle prime armi

È ovvio che nel corso del tempo avviene una sorta di “selezione naturale” che porta a far emergere i lavori migliori e a lasciare nel dimenticatoio brevi esperienze o lavoretti saltuari. Per un freelance alle prime armi questo non è possibile. Bisogna inserire anche esperienze avute in stage, con agenzie o siti di lavoro freelance o perfino collaborazioni a titolo gratuito. Ma come? Inventando e creando per sé. Non è necessario che quel lavoro sia stato realmente commissionato (o retribuito): l’importante è farlo. Il messaggio che deve passare è “non ho ancora avuto modo di mostrare le mie abilità ma se mi capitasse questa occasione, questa tal cosa io la realizzerei così”. Così come è possibile contattare un cliente, proporsi per un lavoro senza retribuzione e chiedere in cambio una referenza da poter inserire nel portfolio (senza sottolineare che il lavoro è stato svolto gratis). Oppure mettersi d’accordo per uno scambio di prestazioni/servizi se questi sono economicamente equiparabili.

L’importanza di promuovere il portfolio

Ultimo importante suggerimento. Il portfolio perfetto va pubblicizzato e diffuso il più possibile (seguendo sempre la regola aurea secondo la quale la diffusione deve essere mirata e non di massa). Il primo pensiero che balza alla mente è quello di promuoverlo sui social network ed è un’indicazione più che valida. Ciò che però non va trascurato è che esistono (e si devono creare) tante occasioni offline (feste, aperitivi, incontri formali e informali) durante le quali poter mostrare un ottimo portfolio per freelance. Questo conduce ad un’ulteriore considerazione e cioè che il sito web deve essere responsive e quindi visualizzabile e consultabile anche dal tablet o dal cellulare.

Ultimo prezioso consiglio (un evergreen da tenere sempre in mente) è quello di non dimenticare mai la forza e l’efficacia del passaparola che può rivelare sorprese inaspettate anche a distanza di molto tempo.

 

 



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