Che cos’è il Portfolio e a cosa serve?

L'idea di fondo è quella di raccontare la propria professionalità fornendo le prove concrete di quanto fatto

Se cercate lavoro da un po’, avrete notato anche voi che la selezione si fa sempre più dura. Sia perché i reclutatori diventano ogni giorno più esigenti sia perché la concorrenza appare sempre più agguerrita. Per avere la meglio su una platea di competitors così vasta, occorre tentare il tutto per tutto. E puntare sulle capacità, le abilità e le competenze trasversali che avete maturato col tempo e che dovrebbero farvi emergere dal mucchio. Quando questo non succede, bisogna correre ai ripari e scovare nuove “strategie d’azione”. Sfruttare tutti gli strumenti a vostra disposizione e aprirvi a soluzioni che promettono di rafforzare la vostra candidatura. Presentarsi ad un colloquio, con un portfolio lavori, ad esempio, può fare la differenza.


Cos’è il portfolio

portfolio

Ma cos’è esattamente un portfolio? Una raccolta di materiale di vario tipo che riguarda la vostra esperienza formativa e lavorativa. Detta così, potrebbe convincere poco; ma se sfoderato al momento giusto, il portfolio può rivelarsi un’arma vincente, capace di far salire alle stelle le vostre “quotazioni”. Iniziamo col dire che esiste sia una versione cartacea che digitale del portfolio e che la scelta di optare per una o per l’altra è tutta vostra. L’essenziale è che in ciascuna ci sia materiale che documenti e attesti i vostri raggiungimenti professionali.

Per intenderci: potrete inserire report di vario tipo, certificazioni, referenze (di ex capi o clienti), progetti realizzati o in fase di realizzazione, foto, grafici, brochure, testi, studi, ricerche, una lista di premi e riconoscimenti (se li avete conseguiti) e un’eventuale rassegna stampa su quello che avete fatto. L’idea di fondo è quella di presentarsi al colloquio di lavoro con le prove concrete della propria professionalità. E di mostrare al selezionatore ciò che siete riusciti a fare in passato o che avete in progetto di realizzare nel futuro. Se ben organizzato, il portfolio può rappresentare un ottimo biglietto di presentazione. La sequela dei vostri lavori migliori (inserire i progetti meno riusciti equivarrebbe a darsi la famosa “zappa sui piedi”) aiuterà, infatti, il selezionatore a farsi un’idea più precisa sul vostro conto. Perché, a conti fatti, il portfolio di lavori “racconta” ciò che siete e fate al lavoro. E fornisce informazioni preziose sul vostro stile, le vostre capacità e le vostre aspirazioni. Molto più di quanto non possa fare un semplice curriculum vitae.

A cosa serve il portfolio lavori?

In virtù di quanto scritto finora, apparirà chiaro a tutti che il portfolio può rappresentare un ottimo strumento di auto-promozione. E che può tornare utile in sede di colloquio di lavoro. Esso permette, infatti, di:

  • rafforzare la vostra candidatura (presentare le prove concrete di quello che avete fatto darà credibilità a quanto scritto sul cv)
  • farvi distinguere dagli altri candidati (in pochi si premurano di compilare un portfolio e di portarlo con sé al colloquio di lavoro)
  • fornire un’immagine vincente di voi (i selezionatori apprezzano i candidati pragmatici e affidabili, che testimoniano con i fatti quello che gli altri si limitano a raccontare)
  • spiegare meglio ciò che avete fatto o che vorreste fare (il materiale selezionato consentirà al reclutatore di farsi un’idea precisa sul vostro conto e di prendere coscienza delle vostre capacità, potenzialità e aspirazioni).

Come creare un buon portfolio

Se pensate che un portfolio di lavori potrebbe segnare una svolta significativa nella vostra carriera, accertatevi di prepararne uno ben fatto. Che risulti ordinato, gradevole e facile da consultare. Se scegliete di optare per la versione cartacea, ricordatevi di inserire il materiale aggiornato in un raccoglitore ad anelli e di distinguere le varie aree con etichette divisorie. Il consiglio è quello di non presentarvi con dei “faldoni” enciclopedici. Non importa quanto abbiate lavorato e quanto siate compiaciuti dei vostri lavori. Un buon portfolio – lo ribadiamo – deve essere agile e pratico e deve, dunque, puntare più sulla qualità che sulla quantità. Fate una selezione accurata dei vostri progetti e mettete in risalto quelli che – a vostro parere – raccontano meglio il vostro stile e la vostra professionalità. Se verrete scelti dal reclutatore, avrete tutto il tempo per parlargli degli altri lavori che non hanno trovato posto nel portfolio. E che pure vi rappresentano.

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