Più posti fissi e boom di voucher: ecco cosa certifica l’Inps

I sindacati sono cauti: la crescita del lavoro è senza dubbio un fatto positivo, ma a preoccupare è il numero altissimo di voucher

Lo screening sui primi 11 mesi del 2015 certifica un aumento di oltre 510 mila posti fissi di lavoro rispetto all’anno precedente. I dati trasmessi dall’Inps hanno fatto gongolare il Governo – che riferisce il successo ai provvedimenti approvati in materia di lavoro – ma non convincono i sindacati che si sono intrattenuti su altri aspetti dell’indagine: quelli che riguardano il boom dei voucher.


Secondo l’Inps, tra gennaio e novembre 2015, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono aumentati di 510.292 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E l’incidenza di questi rapporti stabili sul totale nazionale è passata dal 31,9% del 2014 al 38,6% del 2015. Tanto quanto basta a far esultare la squadra di governo secondo cui le misure inserite nel Jobs Act (in primis la defiscalizzazione per le imprese che hanno assunto a tempo indeterminato) e nella legge di Stabilità hanno segnato un passo avanti importante. Ma ci sono altri aspetti da tenere in considerazione: se è, infatti, vero che le assunzioni a tempo indeterminato sono aumentate – in termini di percentuale – del 37% in un anno, è altrettanto vero che una crescita ancora più robusta ha interessato i voucher che hanno fatto registrare un incremento del 67,5%. Con punte eclatanti in regioni come la Sicilia (+97,4%), la Liguria (+85,6%) e l’Abruzzo (+83,1%).

A mettere in risalto questo dato è stata la Cgil“La crescita dell’occupazione è senza dubbio un fatto positivo – ha riconosciuto la segretaria confederale Serena Sorrentinoma preoccupano molto il numero altissimo di voucher, levitati di oltre il 67%, e l’aumento delle assunzioni con contratti a termine (+45.817). Abbiamo la sensazione di essere in presenza, più che di una ripresa strutturale, di un utilizzo utilitaristico delle nuove norme da parte delle imprese guidate dalla convenienza economica. Ma da qui a dire che si è sconfitto il precariato – ha concluso Sorrentino – ce ne vuole”. Il sentore dei sindacati è che i voucher utilizzati per pagare le prestazioni di lavoro accessorio rappresentino le forme più insidiose della precarizzazione occupazionale. E che il loro exploit configuri il rischio di una crescente degenerazione in questo senso.




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