Più occupati, meno disoccupati. Ma i giovani continuano a soffrire

Più di 4 giovani su 10 non hanno lavoro e il loro tasso di inattività resta altissimo (73,8%). Ma qualche lieve miglioramento, tra gli adulti, può essere scorto

La fotografia consegnata ieri dall’Istat ha fatto gongolare il premier Matteo Renzi. Che si è affrettato a salutare i dati diffusi dall’istituto nazionale di statistica come la certificazione del successo del suo Jobs Act. I numeri non ammettono, in effetti, interpretazioni e documentano una certa incoraggiante ripresa. Che però – è bene precisarlo – potrebbe riguardare un mese particolare come agosto, segnato dal lavoro stagionale, e comunque non coinvolge, più di tanto, i giovani che faticano ancora molto a trovare un impiego.


occupati

image by Thinglass

A crescere di più è il lavoro dipendente

Partiamo con il numero degli occupati che, ad agosto, secondo l’Istat, è cresciuto di 69 mila unità (+0,3%), rispetto al mese precedente. Di questi 70 mila hanno trovato lavoro come dipendenti e 45 mila sono stati assunti con un contratto a termine. Rispetto all’anno precedente, il numero degli occupati è salito, invece, dell’1,5% corrispondente a 325 mila unità. La maggior parte delle quali (anche in questo caso) è stata assunta come dipendente, ma più a tempo indeterminato che determinato. E il tasso di occupazione? Ad agosto, ha raggiunto il 56,5% crescendo dello 0,2% su base mensile e dello 0,9% su base annua. Buone nuove anche sul fronte della disoccupazione: le persone senza un lavoro sono diminuite, ad agosto, di 11 mila unità (-0,4%), rispetto al precedente mese di luglio, e addirittura di 162 mila unità (-5%), rispetto ad agosto 2014. Tanto che il tasso disoccupazione, sceso finalmente all’11,9% (non succedeva dal 2013), ha fatto segnare una flessione mensile dello 0,1% e annuale dello 0,7%. 

Ma non è una rivoluzione

Ma la ricognizione dell’Istat sarebbe stata incompleta, se non avesse tenuto in considerazione anche il “segmento” degli inattivi il cui numero, ad agosto, è diminuito di 86 mila unità (-0,6%) in un mese e di 248 mila unità (-1,7%) in un anno. Di più: il tasso di inattività, pari al 35,6%, è sceso dello 0,2% rispetto a luglio e dello 0,5% rispetto all’anno precedente. I numeri – che documentano indiscutibilmente un miglioramento – non segnano però, a ben guardare, un grande cambiamento. Perché se si analizza la situazione da un angolo prospettico più ampio attenzionando l’ultimo trimestre monitorato (giugno-agosto), ci si rende conto che, rispetto ai tre mesi precedenti, il tasso di occupazione è salito solo dello 0,2% e che quelli di disoccupazione e di inattività sono scesi solo dello 0,2 e dello 0,1%. Percentuali da prefisso telefonico.

E i giovani continuano a penare

E non si può trascurare la particolare situazione dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni il cui tasso di disoccupazione continua a rimanere alto (40,7%). Più nel dettaglio: il numero dei giovani italiani che, ad agosto, hanno finalmente trovato un impiego si è ingrossato di 7 mila unità (+0,8%) rispetto a luglio, ma è sceso di 9 mila unità (-1%) rispetto allo stesso mese del 2014. Di contro, il numero dei giovani disoccupati è aumentato del 2% in un mese, corrispondente a 13 mila unità; ma è sceso notevolmente, del 10,1%, rispetto all’anno precedente, coinvolgendo 71 mila unità. E gli inattivi? L’Istat ne ha contati 22 mila in meno (-0,5%) rispetto a luglio e 40 mila in più (+0,9%) rispetto ad agosto 2014. Con un tasso di inattività, pari a 73,8%, calato dello 0,4% su base mensile e aumentato dell’1,2% si base annua. Per completare: il tasso di occupazione giovanile di agosto ha raggiunto il 15,5% (+0,1% rispetto a luglio, -0,1% rispetto all’anno precedente), mentre quello di disoccupazione si è attestato al 40,7% (aumentando dello 0,3% in un mese e scendendo del 2,3% in un anno).




CATEGORIES
Share This

COMMENTS