Più assunzioni al Sud che al Nord

Crescono i contratti a tempo indeterminato: per i consulenti del lavoro, è il segnale che le "tutele crescenti" funzionano

Se non si può parlare di vera e propria “rivoluzione copernicana” è, comunque, qualcosa che ci si avvicina. I dati diffusi ieri dall’Osservatorio della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro hanno, infatti, segnato un cambiamento epocale, che certifica il sorpasso del Sud sul Nord. Per quanto vada, da subito, doverosamente precisato che non ci stiamo riferendo al numero degli occupati in assoluto, ma del numero delle assunzioni che, negli ultimi 7 mesi, avrebbero coinvolto più lavoratori del Mezzogiorno che del resto della Penisola.


assunzioni


image by Gajus

I dati, elaborati sulla scorta delle informazioni trasmesse dall’Inps, fanno riferimento al periodo compreso tra gennaio e luglio. Durante il quale, in tutta Italia, il saldo tra rapporti di lavoro avviati e quelli interrotti è risultato positivo di 706.128 unità. Di queste, 527.835 sono stati rapporti a tempo indeterminato: “segno che l’esonero contributivo triennale per chi assume con contratto a tutele crescenti hanno commentato dalla Fondazione – sta funzionando”. Ma l’aspetto più sorprendente dell’indagine è (come già accennato) quello che certifica il miglior piazzamento del Sud che, nei primi 7 mesi dell’anno, ha fatto registrare un +155.139 che precede sia il Centro (+152.538) che il Nord-Est (+139.212). Cosa vuol dire concretamente? Che nella prima parte dell’anno, si è assunto più al Sud che al Nord. Ma non facciamoci troppe illusioni perché il gap occupazionale resta marcatissimo e continua a segnare uno svantaggio del Meridione, che sarà difficile recuperare in tempi stretti. E c’è un altro dato su cui l’Osservatorio ha ieri marcato l’accento: quello che riguarda i contratti a tempo determinato che, ad agosto, hanno raggiunto quota 2 milioni e 449 milaI contratti a termine continuano a essere troppi hanno chiosato i consulenti del lavoro – probabilmente perché il periodo estivo favorisce l’aumento di lavori stagionali o semplicemente perché l’ingresso nel mondo del lavoro passa attraverso un periodo di rapporto a tempo determinato per facilitare prima la conoscenza e, poi, la fiducia tra datore di lavoro e lavoratore”. 



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