Piccole e micro imprese: occupazione su del 2,5% nel 2015

Secondo la Cna, la crescita è da collegare (anche) al boom di assunzioni a tempo indeterminato favorito dagli sgravi fiscali del Jobs Act. Ma le cose, nel 2016, potrebbero cambiare in peggio

La buona notizia è che il 2015 è stato l’anno della ripresa occupazionale per le piccole e micro imprese italiane, che hanno fatto registrare un aumento del 2,5% dei posti di lavoro. La cattiva notizia è che il 2016 potrebbe segnare il ritorno a un trend negativo – o, per lo meno, a una “precarizzazione” del lavoro – perché gli sgravi fiscali previsti per gli imprenditori che assumono a tempo indeterminato sono stati significativamente ridimensionati. A fornire una panoramica esaustiva del quadro è stato il Centro studi della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) che ha diffuso i dati dell’Osservatorio Mercato del Lavoro.


piccole e micro imprese

image by mavo

L’indagine, condotta su un campione di 20.500 piccole e micro imprese che impiegano 125 mila dipendenti, ha rilevato che, nel corso del 2015, i posti di lavoro sono aumentati del 2,5%. “L’aumento dei posti di lavoro delle micro e piccole imprese nel 2015 – ha spiegato la Cna – è stato determinato sia dalla crescita delle assunzioni (+9,6% rispetto al 2014) che dalla diminuzione delle cessazioni (- 6,5% rispetto al 2014) e riflette, quindi, il miglioramento complessivo dell’economia italiana registrato nel corso dello scorso anno. I dati relativi alle assunzioni rendono evidente, tuttavia, che sono state influenzate positivamente anche dalle recenti riforme”. E infatti, secondo la confederazione degli artigiani e dei piccoli imprenditori, il Jobs Act e gli sgravi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato hanno giocato un ruolo importante nella dinamica fotografata dall’Osservatorio.

Nel corso dell’intero 2015, le piccole e micro imprese italiane hanno assunto il 9,6% in più rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio: le assunzioni a tempo indeterminato (incentivate dalla decontribuzione al 100%) sono aumentate del 26,6% e quelle a tempo determinato dell‘8,3%, mentre i contratti di apprendistato e quelli flessibili sono calati rispettivamente del 10,8 e del 26,7%. Di più: nell’ultimo mese del 2015, l’Osservatorio ha rilevato un vero e proprio boom di assunzioni a tempo indeterminato (pari all’86,2%) giustificabile alla luce del fatto che, dal mese successivo, gli sgravi previsti per gli imprenditori che avrebbero assunto a tempo indeterminato sarebbero passati dal 100 al 40%. “Alla luce di questi risultati – hanno commentato dalla Cna – è un errore avere ridotto la misura della decontribuzione per il 2016 dal momento che, in assenza dell’incentivo, potrebbe prevalere la convenienza a instaurare rapporti di lavoro meno vincolanti”.



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