Perché scoprire qual è la nostra “strada” ci aiuterà a trovare lavoro.

Nel mare di offerte di lavoro e in piena crisi economica un po’ tutti ci dimentichiamo delle nostre aspirazioni professionali. Che lavoro vorremmo fare? Come vogliamo guadagnarci da vivere?


Certo che chi deve mettere la “pagnotta a tavola” non ha tempo per queste sciocchezze… i giovani neolaureati poi sono così presi dalla frenesia di non entrare nella schiera dei disoccupati che accetterebbero qualsiasi compromesso… per non parlare poi di tutte quelle persone che devono rientrare nel mondo del lavoro dopo una maternità o una cassa integrazione…

 

Sono consapevole che molti delle persone che leggeranno questo contributo sono in serissime condizioni economiche e il trovare lavoro è una priorità vitale, per loro stessi e per le loro famiglie ma non posso esimermi da toccare questo argomento che ritengo utilissimo per qualsiasi ricerca lavorativa.

Oggi in Italia il solo parlare di aspirazioni professionali sembra utopico… quasi offensivo nei confronti della gente che conta i soldi ogni giorno perché non arriva a fine mese… ma come disse il buon vecchio Seneca: “non c’è vento favorevole per chi non sa dove andare”.

Occupandomi di risorse umane mi sono spesso trovata di fronte a persone senza le idee chiare ma non mi ero mai resa conto di quanto la situazione fosse generalizzata fin quando non sono approdata alla redazione di Bianco Lavoro. Quello che vedo accadere continuamente è gente che va alla deriva. Gente che non trova lavoro e continua a vagare senza una direzione precisa.

Nei miei precedenti contributi ho spesso sottolineato l’importanza del chiarirsi le idee prima di cercare lavoro. Non è detto che la nostra realizzazione personale debba passare attraverso il lavoro. Potremmo solo voler lavorare per portare a casa quanto ci basta per vivere secondo le nostre “aspettative”. In questo caso il lavoro rappresenta esclusivamente il mezzo con cui raggiungiamo il nostro obiettivo e non l’obiettivo stesso.

Quando sarà ben chiaro qual è la nostra “aspirazione” sarà più facile muoversi in quella direzione. Se nella nostra testa sarà chiaro che tipo di lavoro vogliamo fare, tutto il nostro corpo si muoverà in quella direzione. Il nostro cervello, al pari di un computer, attiverà tutto quello che è in suo potere per portarci verso il nostro obiettivo. Attiveremo ad esempio quella che, in gergo, viene definita “attenzione differita”. Cominceremo a notare tanti particolari relativi al nostro obiettivo: annunci di lavoro dedotti tra le righe di una pubblicità, altre persone che hanno trovato il lavoro che cerchiamo da prendere come esempio, e via così…

Inoltre quando qualcosa è chiaro nella nostra testa è più facile da spiegare con le parole quindi saremo più chiari ed efficaci quando ne parleremo. Questo, che può sembrare una banalità, alza di moltissimo le possibilità di trovare lavoro perché i maggiori problemi nelle ricerche sono le incomprensioni dovute agli errori di comunicazione.

Saremo più veloci nel selezionare le offerte che ci interessano, sistemeremo meglio il nostro c.v., la nostra lettera di presentazione sarà più efficace e noi stessi appariremo più motivati e intraprendenti.

Come “bestioline” che cercano la propria preda saremo attenti, efficaci, scaltri fino a quando l’avremo ottenuta… il pessimismo non avrà più spazio in noi perché abbiamo un obiettivo da raggiungere e, anche se la strada sarà dura e faticosa, avremmo un punto di riferimento in lontananza che non ci farà perdere la via…

Spero sinceramente di aver dato uno spunto di riflessione a quanti in questo momento si stanno interrogando sul proprio futuro lavorativo… sicuramente questa volta l’ho dato a me stessa!



 

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