Perché le buone idee muoiono in fretta? Ecco 5 ragioni

Buone idee che nascono e muoiono in tempi brevi. Come mai succede tutto questo? Dalla mancanza di volontà alla paura di sbagliare.

Se si ha una buona idea che non sia del tutto utopistica, già un gran passo avanti rispetto a tutti gli altri lo si è fatto. Purtrppo però, spesso anche le buone idee hanno vita piuttosto corta, destinate come sono a “morire” in fretta. Ma perché succede tutto questo? Come mai un’idea che se ben sviluppata potrebbe portare molti benefici ad un gran numero di persone e che magari non è nemmeno così difficile da realizzare resta, per così dire, “in canna”, rischiando di non emergere mai ? Sembrerà forse strano a qualcuno, ma ci sono almeno 5 ragioni concrete per le quali le buone idee rimangono tali e non si traformano in realtà proficue, o se lo fanno, può essere che godano di vita breve. Vediamo quali sono.


#1) Mancanza di volontà. Se è vero che farsi venire delle buone idee non è cosa facile, realizzarle è certamente cento volte più difficile. Per farlo ci vuole prima di tutto molto, molto impegno, bisogna insomma volersi dedicare alla causa anima e corpo, trovare i contatti giusti, creare il business adeguato e via dicendo. Realizzare un’idea è un vero e proprio lavoro che bisogna aver voglia di fare. Serve una quantità industriale di determinazione, costanza, coraggio. Bisogna avere la testa davvero dura. Non è cosa per tutti. Non è per niente scontato che un’idea anche geniale venga a chi è materialmente in grado di realizzarla. Fosse così, il mondo sarebbe molto più vicino alla perfezione di quanto non lo sia attualmente. Inoltre la trasformazione dell’idea in realtà, nel 99% dei casi non dipende esclusivamente da chi l’idea l’ha partorita. Un cliente ad esempio potrebbe non capire e quindi non apprezzare. I collaboratori del titolare dell’idea non essere disposti, per le ragioni più svariate, a mettersi in gioco. E’ la volonta che fa andare avanti il mondo, e senza quella anche le idee migliori sono destinate a restare ciò che in effetti sono, delle idee, appunto.

buone idee#2) Troppa poca ricerca. Può essere che il problema dell’impegno, della volontà, venga brillantemente superato e si passi così alla fase immediatamente successiva, quella della pianificazione (e, quindi, della realizzazione concreta). In questo senso il fare continuativamente ricerca è fondamentale. Spesso, anche basandosi sul “sentire del momento”, ed essendo preda di una purché piccola esaltazione per aver avuto l’idea giusta, si sottovaluta l’estrema importanza del fare il maggior numero possibile di ricerche prima di dare il via alla fase pratica. Una pianificazione piena di bug a causa della mancanza di informazioni però, porterà quasi sicuramente al fallimento. Per fare un esempio estremo e fose un po’ assurdo ma che ben rende il concetto, provate a pensare se chi ha progettato l’automobile non avesse pensato a dotarla di freni. A quest’ora forse non avremmo nemmeno mai sentito parlare delle automobili. Avere a disposizione il maggior numero di informazioni possibile, pensare a quanti e quali problemi potrebbero venirsi a creare nel realizzare una buona idea e fare lo stesso identico ragionamento sulle eventuali conseguenze relative al funzionamento del progetto una volta trasformato in realtà è il modo migliore per evitare errori madornali, pubblicità negativa, ingenti esborsi economici necesari a rimediare e fissare i bug e più in generale una “morte”veloce e magari anche ingloriosa di quella che invece era un’ottima idea.

#3) Strategia sbagliata. Ampliando il discorso fatto al punto precedente, spesso le buone idee godono di vita estremamente breve a causa di strategie sbagliate. Evitare gravi errori, come detto è fondamentale, ma anche progettare una strategia di marketing efficace lo è. Se avete messo in piedi una startup fortemente innovativa e basata su un progetto splendido ma nessuno vi conosce o il vostro marketing persegue una comunicazione sbagliata, facendo pensare ad esempio che facciate altro rispetto alla vostra reale attività, tutto quel “genio creativo” andrà probabilmente sprecato. Un vero peccato, no? Investire nei professionisti della comunicazione e del marketing (quelli veri), non sono soldi buttati via  o che comunque “si potevano risparmiare”. L’advertising e le social strategies nel mondo contemporaneo sono parte fondamentale del business della vostra azienda, tanto che nel cosiddetto business plan non possono né mancare né avere una parte marginale, dato che sono a tutti gli effetti strumenti per lo sviluppo.

#4) Conquistare il mondo? Non esageriamo. Ok, l’idea è buona, anzi ottima e, ok, la sua realizzazione è andata a buon fine. Senza alcun dubbio fino a qui siete stati i migliori. Ma ora? Cosa aspettarsi? E quanto investire? Un buon imprenditore, è ovvio, pensa sempre in grande, altrimenti non arriva da nessuna parte. Però, un conto è pensare in grande, un altro conto è essere presuntuosi. Alla grandezza ci si arriva passo per passo. Senza fretta. Aspettarsi milioni di euro in pochi mesi e quindi pianificare e realizzare un grosso investimento prima ancora di avere i soldi per farlo può essere, molto semplicemente, un suicidio. Né più, né meno. Non si può pensare che dato che ora la cosa “gira bene”, allora tra un mese ci si potrà permettere la fuoriserie o un megastabilimento. Bisogna sempre avere obiettivi ambiziosi, ma andarci piano nel raggiungerli, senza mai perdere il contatto con la realtà dei fatti.. Tenere i piedi per terra insomma. Le aspettative irrealistiche fanno danni irrimediabili. Calma e sangue freddo.

#5) Niente paura. Se farsi prendere dall’euforia è sicuramente sbagliato, anche l’immobilismo è ugualmente dannoso. Un imprenditore, cioè qualcuno che decide di trasformare una o più idee in realtà non può non voler rischiare qualcosa. La propensione al rischio fa parte della natura stessa dell’imprenditore. La paura di sbagliare non può prevalere sulla voglia di sperimentare. E’ ovvio che sono operazioni che vanno perseguite con la necessaria prudenza, senza lasciarsi andare a colpi di testa o (al contrario) stati depressivi. L’equilibrio insomma, è la via maestra.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS