Perché le aziende dovrebbero assumere musicisti

Avere un chitarrista o un trombettista in ufficio può fare la differenza. Scopriamo perché, scorrendo le valutazioni di alcuni esperti e scienziati

Chi suona uno strumento musicale lo sa: per raggiungere risultati apprezzabili, bisogna darsi da fare e studiare ed esercitarsi con regolarità e costanza. Suonare è un’arte che richiede disciplina, impegno, dedizione e passione. E che può aiutare moltissimo nel contesto lavorativo, anche quando si sceglie di fare tutt’altro. Perché? Perché, stando a quanto verificato da osservatori attenti e ricercatori scientifici, la formazione musicale contribuisce a rinforzare delle competenze trasversali che possono fare la differenza in qualsiasi campo. E migliorare sensibilmente la qualità delle relazioni che si intrattengono dentro e fuori l’ufficio. Ecco perché i datori di lavoro dovrebbero prendere seriamente in considerazione l’idea di assumere musicisti nelle loro aziende, investendo su risorse che potrebbero fornire spunti e stimoli interessanti agli altri dipendenti. Scopriamo insieme perché conviene avere un pianista in ufficio, anche quando deve occuparsi di contabilità o gestire le relazioni coi clienti.


Perché conviene assumere musicisti in azienda

A dedicare un articolo all’argomento è stato il sito americano Undercover Recruiter, che suggerisce agli imprenditori di aprire le porte delle loro aziende a coloro che suonano uno strumento musicale. I musicisti sono, infatti, solitamente persone tenaci, che perseverano per ottenere i risultati che desiderano; persone autonome, inclini a lavorare molto su se stesse, e persone collaborative, che riconoscono l’importanza di fare squadra. Tutti tratti importanti che, a prescindere dalla posizione che si ricopre in azienda, possono rappresentare un vero e proprio valore aggiunto. Perché per quanto possa sembrare strano, lo studio degli arpeggi e delle note possono aiutare concretamente a sprigionare il proprio talento al lavoro. Ma quali sono i punti di forza dei musicisti che dovrebbero spronare i reclutatori a tenere in seria considerazione le loro candidature?

Hanno una spiccata capacità di problem-solving

I musicisti devono affinare la loro capacità di problem-solving ogni volta che affrontano un pezzo nuovo. Quello che solitamente fanno, dopo averlo studiato, è scomporlo in parti più piccole e gestibili, soffermandosi (ovviamente) sui passaggi più complessi. Quindi iniziano a suonarlo, fino a quando non si rendono conto di saperlo padroneggiare in maniera soddisfacente. E’ una strategia che può tornare utile in qualsiasi contesto lavorativo perché, in fondo, una delle cose che i datori di lavoro si aspettano di più dai loro dipendenti è che non indietreggino di fronte alle difficoltà e che dimostrino uno spirito di iniziativa e una capacità di reazione che permettano loro di trovare la chiave per proseguire e progredire continuamente.

Sono autonomi e fortemente motivati

I musicisti sono persone disciplinate, che dedicano ore ed ore allo studio dello strumento che hanno scelto di suonare. Pensano ad affinare costantemente le loro abilità e sanno che, per riuscirci, non possono delegare a nessuno, ma devono solo fare perno sul loro impegno e sulla loro serietà. Sono anche persone abituate a lavorare molto su se stesse, a riconoscere i loro errori e ad impegnarsi per superarli nel più breve tempo possibile. A orientarle è una solida motivazione che li spinge a darsi continuamente da fare e a non farsi vincere dall’insicurezza, dalla pigrizia e dalla frustrazione che portano spesso gli altri a mollare la presa. Investire su risorse dotate di queste caratteristiche potrebbe rivelarsi la mossa migliore per qualsiasi imprenditore.

Hanno spirito di squadra

I musicisti adorano suonare in gruppo e, quando lo fanno, tendono a dare il meglio di sé. Si mettono in ascolto dei loro compagni e si spendono al massimo per far sì che ogni strumento venga valorizzato pienamente. Modificano costantemente il loro spartito e si adattano alle esigenze degli altri musicisti, supportandosi reciprocamente ed impegnandosi allo stremo per produrre un suono armonico e ben orchestrato. Perché sanno che l’applauso che strapperanno al pubblico sarà più gratificante, se potranno condividerlo con persone che – come loro – hanno messo il cuore e la tecnica nella loro esecuzione. Contare su risorse dotate di uno spirito di squadra così sviluppato può rappresentare la fortuna di qualsiasi datore di lavoro. Un team coeso, che ha trovato la chiave per comunicare e collaborare in maniera sinergica, è infatti destinato a vincere. E anche quando perde, lo fa in gruppo, traendo insegnamento dagli errori che servono a fortificare tutti. Perché in una vera “band”, si vince e si perde insieme.

I benefici certificati dalla scienza

I dati parlano chiaro: una percentuale elevata (pari al 70%) di medici che svolgono con scrupolo e competenza il loro lavoro suona uno strumento musicale. E molti “fuoriclasse”, che si sono distinti nei più diversi ambiti professionali, sono cresciuti a pane e solfeggio. Qualche esempio? Tra i nomi noti citati da Undercover Recruiter, il regista premio Oscar Steven Spielperg, apprezzato clarinettista; l’ex segretario di Stato americana Condoleeza Rice, che ha studiato per anni il pianoforte; il co-fondatore di Microsoft, Paul Allen, che non si separa mai dalla sua chitarra; e l’astronauta Neil Amstrong, che ha scelto di suonare il filocorno baritono.

Assumere musicisti in azienda può davvero fare la differenza e a sostenerlo sono anche gli scienziati. Stando agli studi condotti da più team di ricercatori negli anni, infatti, suonare aiuta sensibilmente a far lavorare meglio il cervello perché aumenta la formazione di neuroni nell’ippocampo, fortifica la memoria e aumenta le sinapsi che permettono di avere un controllo maggiore delle proprie funzioni motorie. Di più: i musicisti sviluppano una capacità organizzativa superiore alla media, sanno gestirsi meglio i tempi e hanno un marcato senso di responsabilità (si pensi all’attenzione, spesso maniacale, che destinano alla manutenzione dei loro strumenti). E non si sottovaluti l’effetto benefico che suonare uno strumento musicale può avere sulla psiche di una persona: dedicare il proprio tempo allo studio di qualcosa che appassiona può essere, infatti, un toccasana contro lo stress e può far crescere l’autostima in maniera esponenziale. Perché cogliere sul volto di chi ti ascolta l’ammirazione per quello che stai facendo può ripagare da ogni fatica e convincerti che, in fondo, vali davvero qualcosa. Con persone di questo tipo, la musica in azienda può cambiare; perché non provarci?



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