Per Bologna è un’imbrattatrice, per il resto del mondo una grande artista

Alice Pasquini, visual artist, scenografa e illustratrice romana è stata denunciata dalla polizia municipale del Comune di Bologna per aver “imbrattato” alcuni spazi della città. Lei stessa, durante un’intervista rilasciata al Corriere di Bologna pochi giorni prima, affermava di aver disegnato alcune sue opere in diverse parti del centro indicando, anche il nome delle vie. AliCè, lo pseudonimo, o “Tag” a voler essere precisi, con il quale è conosciuta, le è stato fatale. Il reparto di Sicurezza Urbana e Antidegrado della polizia municipale si è dato da fare ed è scattata la denuncia, ai sensi dell’articolo 639 del codice penale (imbrattamento).


Ecco la bizzarra storia di una giovane artista italiana considerata tra gli street artist più famosi del mondo, insieme a Blu, Sten&Lex e Bansky, tanto per citarne alcuni.

Le polemiche si sono concentrate sull’ambiguità (presunta) della street art ed i confini tra un’opera d’arte e un banale graffito o (peggio) imbrattamento. Certo, se ne vedono molti camminando per le vie delle nostre città, ma c’è una notevole differenza, come sottolineano gli artisti stessi: il significato insito al disegno e, cosa più importante, il fatto che un monumento storico non venga mai toccato. Di solito si lavora sui muri, spesso quelli degradati e non si toccano mai le opere di altri artisti. E’ questo che fa la differenza.

Sorvolando per un attimo sulla questione vandalismo/opera d’arte, la considerazione che il nostro Paese ha dei giovani artisti e degli effetti positivi che il loro lavoro può portare appare talvolta discutibile. Infatti,

Visto che Alice, o AliCè se preferite, il suo lavoro, quello per cui ha studiato, lo fa con passione e soddisfazione (cosa rara di questi tempi) e visto anche che essendo nota in tutto il mondo ha contribuito a diffondere la un po’ bistrattata arte nostrana a livello internazionale,la street artist bolognese si è, per così dire, concessa un’intervista (cercando una necessaria quanto innocente visibilità per lei e per il suo lavoro). Quel che è riuscita ad ottenere però, come conseguenza più o meno diretta, è stata una bella denuncia. Per carità, se ci sono delle colpe e la magistratura le accerterà, Dio ci scampi dal voler considerare per forza innocente chi non lo è. Un tale atteggiamento minerebbe le fondamenta stesse della nostra Democrazia.

Però, se facessimo anche un passettino in più? Una ricerca di Tripsta.it (agenzia di viaggi online), ha mostrato che in molti paesi europei la street art è una risorsa economica: in ordine, Londra, Parigi, Amsterdam, Berlino e Barcellona sono le capitali europee più visitate dagli appassionati di street art. Quand’è che, anche qui nel Bel Paese, la cui arte millenaria è inarrivabile per chiunque, ci decideremo a considerare i veri artisti come tali a prescindere dai loro “mezzi di comunicazione”? Quand’è che forniremo loro il sostegno necessario nel diffondere un tipo di cultura che, se utilizzata in modo corretto, può solo arricchire ognuno di noi? Ai posteri l’ardua sentenza.




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