Pensioni italiane, Ue apre procedura d’infrazione: differenze tra uomo e donna

Il sistema pensionistico italiano fa acqua da tutte le parti. Più volte nel corso degli anni la Commissione europea ha attaccato il nostro paese minacciando di aprire una procedura di infrazione perchè la normativa sulle pensioni non era in linea con i principi comunitari. Nel 2010 la Commissione lanciò un vero e proprio ultimatum al Governo che riuscì a risolvere in tempo emanando la riforma che portò l’età pensionabile delle donne, così come quella degli uomini, a 65 anni.


Una nota dell’Ansa uscita poco fa, racconta che la Commissione europea è in procinto di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia. Tale decisione è stata causata dalla norma che fissa una differenza tra uomini e donne negli anni di contributi che devono essere versati per ottenere il pensionamento anticipato.

{jcomments on}Tale normativa prevede che: “un datore di lavoro di diritto pubblico abbia la facoltà di licenziare gli impiegati che abbiano maturato il diritto alla pensione di vecchiaia per promuovere l’inserimento professionale di persone più giovani, questo recherebbe un vantaggio di cinque anni per le donne, che con questa norma maturerebbero prima il diritto alla pensione di vecchiaia”. Ciò non è piaciuto alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, proclamando tale norma: una discriminazione basata sul sesso, e vietata dalla direttiva 207 del 1976 che implica l’assenza di qualsiasi discriminazione appunto, fondata sul sesso.

L’Italia dovrà dunque adeguare entro un paio di mesi tale “legge”, intanto la Commissione prima di decidere chiederà al nostro paese ulteriori chiarimenti.



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