Pensioni, la proposta di Boeri: Manteniamo tetto contante a mille euro

L'innalzamento a 3 mila euro previsto dall'ultima Finanziaria espone i pensionati al rischio di essere truffati. Parola del presidente dell'Inps

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, non le manda certo a dire. L’economista che ha accettato di occuparsi del sistema previdenziale italiano non teme di di esporsi, anche (e soprattutto, verrebbe da pensare) quando i suoi orientamenti non coincidono con quelli palesati dalla squadra di governo. L’ultima esternazione di Boeri si è tradotta in un vero e proprio appello: quello di non sforare il tetto massimo di mille euro in contanti, per il pagamento delle pensioni.


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image by Lisa S.

Si tratta di una proposta che va in controtendenza con quanto previsto nell’ultima Legge di Stabilità che – lo ricordiamo – a brevissimo tornerà in Aula per il voto definitivo. Il Governo ha, infatti, pensato di innalzare da mille a 3 mila euro la soglia di moneta sonante utilizzabile, attirandosi i rimbrotti degli “ortodossi” della tracciabilità che pensano che la norma strizzi l’occhio agli evasori. Ma perché Boeri propone di mantenere, anche per il 2016, il tetto dei mille euro in contanti per le pensioni degli italiani? Perché, a suo giudizio, “c’è il rischio che i pensionati vengano truffati“. Non solo: secondo il numero uno dell’Inps, se si continuerà a corrispondere gli assegni pensionistici con i bonifici bancari, l’ente potrà risparmiare. Come ha fatto negli ultimi 3 anni durante i quali – grazie al ricorso a questa forma di pagamento – i costi operativi a carico dell’Inps sarebbero scesi del 20%. 

Nel corso dell’audizione di ieri alla Camera, Boeri ha inoltre illustrato gli ultimi dati sul sistema previdenziale. Che parlano di circa 95 miliardi di euro di crediti contributivi (ossia di soldi che devono ancora arrivare nelle casse dell’Inps) di cui 45 miliardi derivanti da attività di lavoro dipendente. Una cifra più che rotonda, che supera gli 87 miliardi di euro contati alla fine del 2014, di cui 50 miliardi, secondo il presidente dell’Inps, sarebbero stati generati durante gli anni della crisi. E a chi ha tentato di strappargli un commento sulla legge di Stabilità – che, per sua natura, accende discussioni infuocate tra governanti ed analisti – Boeri ha preferito rispondere con un “no comment”. Salvo precisare che, a suo parere, le norme inserite nella Finanziaria spingono più sul fronte delle pensioni che su quello del welfare.




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