Pensioni: in arrivo part-time per gli over 63?

La soluzione sarebbe stata proposta dai tecnici del ministero del Lavoro che mirano ad agevolare la "flessibilità in uscita"

Il Consiglio dei ministri si riunirà oggi per approvare la tanto attesa Legge di Stabilità. Che, stando ai rumors circolati, dovrebbe (tra le altre cose) prevedere una serie di misure specificamente legate al mondo del lavoro. La più eclatante è quella che contemplerebbe (l’uso del condizionale è d’obbligo) la possibilità, per i lavoratori che hanno già spento la 63esima candelina, di optare per un part-time al 40 o al 60%, negli ultimi 3 anni del loro servizio. Il tutto mantenendo intatta la contribuzione. Il datore di lavoro dovrebbe, infatti, continuare a versare i contributi netti all’Inps e anche i contributi figurativi (quelli cioè di cui non deve farsi carico il datore di lavoro) dovrebbero rimanere invariati. Così da non determinare “ribassi” nella futura pensione.


Si tratta, come già detto, solo di indiscrezioni. Stando ai beninformati, a proporre la misura della “flessibilità in uscita” (altrimenti detta “invecchiamento attivo”) sono stati i tecnici del ministero del Lavoro che starebbero ancora definendo gli ultimi punti. Come quello inerente la previsione di spesa che dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di euro all’anno. Resta da precisare che i datori di lavoro che dovessero eventualmente dire sì al part-time dei loro dipendenti più agée, non sarebbero obbligati ad assumere nuovo personale. Ma c’è dell’altro: i soliti beninformati riferiscono che, tra le misure inserite nella Legge di Stabilità, ci sarà anche la cosiddetta “opzione donna” che dovrebbe consentire alle lavoratrici che lo vorranno di andare in pensione con un margine di anticipo discretamente ampio (il numero degli anni non è ancora stato ufficializzato), percependo però un assegno decurtato. E si vocifera che si starebbe mettendo a punto anche un articolato dedicato ai lavoratori autonomi ai quali dovrebbe (finalmente) essere riconosciuto qualche diritto in più. Ovvero la possibilità di usufruire di strumenti di welfare come la maternità, l’indennità di malattia o i congedi parentali di cui i lavoratori dipendenti beneficiano da sempre.




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