Pensioni : il governo studia, ma la legge Fornero non si tocca

La posizione del ministro del Welfare, Enrico Giovannini, in materia di previdenza parla chiaro. Alla Legge Fornero non sarà applicata nessuna controriforma sulle pensioni, questo per garantire l'equilibrio del sistema attuale. Nulla toglie però possibili forme di flessibilità, sempre che i conti pubblici riescano a reggere. Ricordiamo che la  legge Fornero ha innalzato l'età di pensionamento a 66 anni, modificando il precedente sistema delle quote. Ma per via alternativa il lavoro può essere lasciato solo dopo aver versato 41 o 42 anni di contributi a seconda del sesso.


Il nuovo studio del governo prevede  la possibilità, per coloro che hanno perso il lavoro ma sono lontani 2-3 anni dalla pensione, di ricevere un anticipo dell'assegno da restituire gradualmente quando raggiungeranno l'età d'uscita prevista dalla legge. Il rischio di questa nuova proposta è rappresentato dal fatto che nessuno assicura che verrà inserita nella legge di Stabilità, che ricordiamo dovrà essere emanata proprio in questi giorni.

{jcomments on}Secondo il ministro Giovannini: ciò che è stato presentato in queste ore da un gruppo di parlamentari: "avrebbero l'effetto di aumentare il numero delle pensioni dal 2014, per un onere di diversi miliardi all'anno". In caso di pensionamento anticipato, la penalizzazione prevista: "non compenserebbe l'onere" delle altre pensioni che lo stato dovrebbe pagare e costerebbe miliardi.

Mentre il Pd ha avanzato la sua proposta, riferendo di voler anticipare l'uscita dal lavoro tra i 62 e i 70 anni, per chi ha almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione per chi ha tra 62 e 65 anni, e un incentivo tra 67 e 70 anni, Giovannini non è stato d'accordo su entrambe le proposte, annunciando l'incompatibilità: "con il percorso di contenimento della spesa pensionistica, e con la riduzione del costo del lavoro per aumentare la competitività e accelerare la ripresa".

Tuttavia è lo stesso ministro a ribadire che il Governo sta valutando ipotesi diverse da queste proposte, ma, appunto non sarà indispensabile cambiare la riforma attuale. C'è allo studio invece  un meccanismo che prevede maggiore flessibilità per l'accumulo dei contributi per coloro che entrano tardi nel mercato del lavoro, che oggi sono tanti, o che hanno carriere discontinue.



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