Pensioni: a rischiare di più sono i giovani lavoratori atipici

L'aliquota della Gestione Separata Inps crescerà ulteriormente dal 2018: problemi seri per chi guadagna meno di 15 mila euro all'anno

Premessa: la Gestione Separata Inps è un fondo pensionistico, finanziato con i contributi dei lavoratori, introdotto dalla Riforma Dini nel 1995. Un fondo a cui hanno potuto accedere categorie rimaste fino a quel momento fuori come i lavoratori autonomi o atipici, gli assegnatari di borse di studio, i volontari del servizio civile e i lavoratori autonomi occasionali (solo per citarne alcuni). Ma le cose non sembrano andare per il verso giusto, soprattutto per quanto riguarda i giovani che temono di fare sacrifici per una pensione che si rivelerà comunque troppo bassa.


A impensierire gli iscritti alla Gestione Separata Inps è l’aliquota al 27,7% considerata troppo alta. E che, stando a quanto stabilito dalla controversa Riforma Fornero, crescerà ulteriormente (fino al 33,7%), a partire dal 2018. In pratica a tutti i lavoratori iscritti al fondo si chiede di versare una quota sempre più alta di reddito per beneficiare di una pensione che, in molti casi, risulterà inadeguata. Va infatti precisato che a chi ha un reddito minimo (ossia percepisce meno di 15 mila euro all’anno) non viene accreditato un intero anno di contributi, ma solo una quota ridotta. E ad essere coinvolti sono soprattutto i giovani, dal momento che solo l’11% dei 20-24enni ha superato la soglia dei 15 mila euro, mentre il 44% ha maturato solo 1-5 mesi di contributi e circa il 28% è rimasto completamente “a secco”. Da qui i dati dell’Inps che, per il 2014, hanno certificato un calo del 3,2% della Gestione Separata. Con la quota dei collaboratori esclusivi in caduta del 4,7% e quella dei collaboratori che hanno anche altre entrate in flessione del 3,2%. In controtendenza solo i professionisti iscritti in via esclusiva la cui percentuale, dal 2013 al 2014, è cresciuta del 2,8%.

 

 



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