Pensioni 2019: proroga dell’Opzione donna al 2020, le novità di Durigon

Il sottosegretario al Ministero del Lavoro Claudio Durigon, ha annunciato la proroga dell'Opzione donna al 2020. Le donne devono avere la possibilità di pensione anticipata. Per ora si tratta solo di parole e propositi, non c'è nulla di ufficiale.

Pensioni 2019, a parlare è il sottosegretario al Ministero del lavoro Claudio Durigon. Tra le novità ci sarà il rinnovo dell’Opzione donna per il 2020, permettendo la pensione anticipata alle donne, che, a causa di una carriera lavorativa spesso discontinua, difficilmente possono aderire a Quota 100.


quota 100

Pensione anticipata con Opzione donna

Quando parliamo di Opzione donna, ci riferiamo alla possibilità di un pensionamento anticipato, per le lavoratrici del pubblico e del privato. Queste però devono accettare di ricevere un assegno calcolato sul sistema contributivo. L’opzione donna fu introdotta dalla Legge Maroni n° 243/04, che poi è stata ripresa con la Riforma delle Pensioni Fornero nel 2011, e prorogata dalla Legge di Bilancio 2017 e poi dalla Legge di Bilancio 2019.

Le lavoratrici che si avvalgono dell’Opzione donna, possono andare in pensione a 58 anni con 35 anni di contributi, se sono stati raggiunti al 31 dicembre 2018. Chi può aderire a tale possibilità di pensionamento anticipato? Possono aderire le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, le iscritte a fondi sostitutivi o esclusivi. Dall’altra parte, le escluse da tale opzione sono le lavoratrici iscritte alla gestione separata che vogliono utilizzare i contributi che hanno maturato in tale gestione, per il raggiungimento del requisito contributivo.

Pensione anticipata: proroga al 2020 di Opzione donna

Il sottosegretario al Ministero del lavoro Claudio Durigon, rende noto sui suoi social, che l’Opzione donna sarà prorogata al 2020. L’attuale Governo, secondo Durigon, si impegnerà a rinnovare lo strumento Opzione donna nel corso della prossima finanziaria anche per il 2020, così da dare l’opportunità a molte altre donne di godere della pensione anticipata. Inoltre, si sta valutando la possibilità di rendere strutturale tale dispositivo previdenziale.

Sono molte le donne che nel corso di un solo mese hanno aderito ad Opzione donna, nello specifico stiamo parlando di 6.704 lavoratrici intenzionate ad un pensionamento anticipato. Numeri alti, nonostante i criteri di partecipazione al sussidio, abbiano tagliato fuori una gran fetta delle donne che speravano in una pensione anticipata. Bisogna anche considerare, che molte donne, sono tagliate fuori dal sistema di pensionamento anticipato previsto da Quota 100, poiché a causa di una carriera lavorativa discontinua, non riescono ad arrivare agli anni di contributi previsti da Quota 100.

Essenziale dare alle donne la possibilità di andare in pensione anticipata

La carriera lavorativa di una donna è molto differente dalla carriera lavorativa di un uomo. Le donne, per maternità e per curare la famiglia, spesso non hanno la possibilità di lavorare in maniera continua per tutta la vita. Questo porta le donne ad avere carriere lavorative discontinue, cosa che le penalizza nel maturare i contributi indispensabili per andare in pensione e per accedere alle opportunità di pensione anticipata, come Quota 100. Per questo motivo c’è bisogno di altro. Opzione donna permette il pensionamento delle lavoratrici all’età di 58 anni, con 35 anni di contributi maturati al 31 dicembre 2018. Ma non basta, perché nonostante tutto, una gran fetta delle donne resta esclusa perché non ha tutti i requisiti necessari. Durigon afferma che l’Opzione donna sarà prorogata anche al 2020, ma per sono solo parole, nulla di scritto e di ufficiale.

Proroga pensione anticipata con Opzione donna: bisogna mettere tutto “nero su bianco”

Come già detto, il Governo si propone di prorogare l’Opzione donna anche al 2020, ma per ora non c’è nulla di scritto e di ufficiale. Da qui, parte la richiesta di Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione donna Social, che chiede espressamente a Durigon di mettere tutto “nero su bianco”, con una proposta di legge ad hoc capace di sancire termini e contenuti in maniera chiara, in modo tale da dare una reale fondatezza alla proposta di proroga. Inoltre, Armiliato, denuncia il fatto che le donne, siano state sostanzialmente escluse da Quota 100: “Quota 100 è inaccessibile perché il requisito contributivo è difficilmente raggiungibile causa la discontinuità delle carriere tipicamente femminile”.

Accuse mosse anche per quanto riguarda Opzione donna, in quanto la decisione di innalzare il requisito anagrafico di accesso, ha tagliato fuori una fetta rilevante di donne. Non migliora la situazione riguardo l’anticipo del TFS, di cui potranno godere tutti i lavoratori, tranne chi aderisce ad Opzione donna, così come tutti hanno la possibilità di cumulare i contributi versati nelle differenti casse, tranne chi aderisce ad Opzione donna. Insomma, ci sono ancora molte lacune e questioni da migliorare se si vuole davvero tutelare il lavoro e la possibilità di pensionamento delle donne.




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