Pensionati all’estero: quando ad emigrare sono i nonni

In provincia di Vicenza c'è un'agenzia che suggerisce agli over 60 di godersi la pensione all'estero. Ne vale veramente la pena?

E se a fare le valigie per tentare la fortuna all’estero fossero i nonni? A scommettere sull’idea è stata l’agenzia di Altavilla Vicentina, “Nuova Vita“, che prospetta soluzioni “da sogno” ai pensionati stanchi di “arrancare” tra bollette da pagare e spese da centellinare. Le mete consigliate sono quattro: Tenerife e Lanzarote (nelle isole Canarie), il Portogallo e la Bulgaria. Tutte località in cui il costo della vita risulta nettamente inferiore a quello rilevato in Italia e dove, dunque, è possibile aprire il portafogli con meno ansia e preoccupazione di quanto non si faccia nel Bel Paese. Ma attenzione: cambiare completamente scenario non è faccenda da poco conto, soprattutto ad una certa età. I pensionati attratti dall’idea di trasferirsi definitivamente all’estero devono vagliare bene ogni cosa. E capire se la loro “dipartita” dall’Italia rappresenti realmente la migliore opzione possibile per il loro benessere.


Il fondatore dell’agenzia “Nuova Vita”, Carlo Quipotti, ha dichiarato che: “Con mille euro di pensione al mese, si vive bene in Bulgaria e Portogallo. Mentre per la Spagna, è meglio averne 1300. Nonostante le Canarie siano relativamente più costose, complice il clima – ha precisato – sono queste ultime le mete più gettonate”. Ma cosa offre esattamente la sua agenzia? La possibilità di prendere seriamente in considerazione l’idea di trasferirsi definitivamente in una località estera dove il costo della vita consentirà di concedersi qualche “sfizio” in più. “Vivere in Bulgaria – ha spiegato Quipotti – costa un terzo rispetto all’Italia. Andare a mangiare nel miglior ristorante della città significa spendere 8 euro a testa. Quando i miei clienti emigrano, si possono permettere di andare a mangiare fuori più spesso, si concedono quei piccoli lussi che da noi non potevano regalarsi”. Ma come funziona esattamente? L’agenzia si impegna ad assistere il cliente in ogni passaggio. E prima di staccare definitivamente il biglietto, suggerisce di procedere con una “vacanza-studio”, ovvero con un soggiorno di una o due settimane teso a testare il Paese in cui si sta pensando di trasferirsi. Ad accogliere il pensionato, ci sarà un collaboratore dell’agenzia che fornirà tutte le informazioni del caso (“dritte” su dove fare la spesa, indicazioni sui posti da visitare, suggerimenti su cosa fare nel tempo libero), tentando di persuaderlo sulla convenienza di “cambiare aria”.

Si tratta di un passaggio fondamentale, nel corso del quale il pensionato potrebbe verificare che il posto dove aveva immaginato di godersi il suo assegno mensile non faccia al caso suo. Per via del clima, ad esempio, o della gente che non si mostra particolarmente accogliente. Cambiare vita a 60 anni (o su di lì) è una possibilità suggestiva, ma la scelta non può essere fatta con leggerezza. L’attaccamento al Pese di origine potrebbe, infatti, farsi sentire in maniera pesante, trasformando il trasloco in un esilio gonfio di malinconia e tristezza. Ma chi dovesse ravvisare la reale convinzione – o meglio ancora, il forte desiderio – di dire addio all’Italia senza dispiacersene troppo (per regalarsi  una second life all’estero), potrà contare – se lo vorrà – sul supporto dell’agenzia “Nuova Vita”. Che si occuperà non solo di individuare la casa più rispondente alle richieste del cliente, ma anche di disbrigare tutte le incombenze burocratico-amministrative del caso: dal cambio di residenza al trasferimento del conto corrente, dalla registrazione del contratto all’allaccio delle utenze, passando per le pratiche che autorizzeranno l’Inps a recapitare la pensione all’estero e per quelle necessarie ad ottenere l’assistenza sanitaria nel nuovo Paese.

A quale costo? Si va dai 900 ai 1.600 euro per le “vacanze-studio” (a seconda che si scelga di testare la destinazione per una o due settimane), mentre il trasferimento “scucirà” dai 1.200 ai 1.800 euro. A fare la differenza sarà, ovviamente, la meta prescelta, ma anche la volontà di “ricominciare” tutto da single o in coppia.

Hai una storia da raccontare sull’argomento? Sei emigrato o hai conoscenti che lo hanno fatto? Raccontacelo scrivendo un commento!



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