Pensionamenti in calo nei primi tre mesi del 2016

Nei primi mesi del 2016 i pensionamenti sono calati. Effetto dei nuovi requisiti.

Stando a quanto emerge dai dati statistici ufficiali, nel primo trimestre del 2016 le pensioni liquidate sono state 95.381 unità, con una flessione del 34,5% rispetto allo stesso periodo del 2015 (145.618). Per le nuove pensioni anticipate il calo sarebbe ancora più significativo, visto e considerato che in tale caso si passa da 38.314 assegni nel primo trimestre del 2015 a 20.629 nei primi tre mesi di quest’anno (-46,1%). Ma quali sono le valutazioni trarre dai dati numerici sui pensionamenti?


Sebbene le statistiche sopra citate non siano direttamente confrontabili, quel che emerge agli occhi degli osservatori è la rappresentazione della graduale entrata in vigore dei nuovi requisiti previsti dalla riforma del 2011. Se nel 2015 c’è stata una “bolla” di pensionamenti anticipati, soprattutto tra artigiani e autonomi (con in più un effetto esodati) per il semplice fatto che si sono ritirati in blocco lavoratori rimasti bloccati nel 2012-2014, nei primi mesi di quest’anno si verifica una dinamica opposta: dunque, vi è una flessione delle pensioni effettivamente liquidate semplicemente perchè si sono inaspriti i requisiti per poter avere accesso alla pensione stessa. In particolare, cambia sia l’età per la vecchiaia, sia l’anzianità per la pensione anticipata di 4 mesi per effetto dell’incremento della speranza di vita. Inoltre per le donne, a partire dal 1° gennaio 2016, c’è lo scalino di 18 mesi in più necessario per la vecchiaia (12 mesi per le autonome) – ricorda il quotidiano Il Sole 24 Ore.

Ancora, lo stesso quotidiano segnala come complessivamente le pensioni liquidate nei primi tre mesi nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti siano state 55.938, mentre nel 2015 le liquidate sono state 307.830. Per le gestioni dei lavoratori autonomi nel complesso sono invece state liquidate rispettivamente 195.819 pensioni con decorrenza 2015 e 31.942 nel primo trimestre 2016.

Infine, sempre per l’effetto dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti, a calare sono anche gli assegni sociali, erogati ad anziani privi di reddito o con un reddito molto basso. Tali assegni sono infatti passati da 13.033 a 7.501 (-42,4%). In questo caso l’incremento di 4 mesi legato alla speranza di vita richiede, a partire da quest’anno, un’età di 65 anni e 7 mesi in luogo dei 65 e 3 mesi del 2015.



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