Partite Iva: aperture in calo del 6,9%. Colpa del Jobs Act?

Le flessioni più pesanti nelle regioni del Centro-Sud. Resiste il commercio, mentre la sanità perde il 20% in un anno

Il mese di luglio ha fatto registrare un calo del numero delle Partite Iva aperte, che si sono fermate a 40.316 unità, il 6,9% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il motivo? I tecnici del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia sospettano che la responsabilità sia da imputare al Jobs Act che, con gli incentivi fiscali promossi per chi assume a tempo indeterminato, avrebbe favorito la crescita del lavoro dipendente a scapito di quello autonomo.


partite Iva

image by Viktor88

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio: l’indagine ha reso noto che la quota delle nuove partite Iva riferibili a persone fisiche si è attestata, a luglio, al 26% (il 10,9% in meno su base annua), quella riferibile alle società di capitali ha quasi raggiunto il 26% (+6% in un anno), mentre la percentuale delle Partite Iva aperte da società di persone non è andata oltre il 5,6% del totale, scendendo del 9,3% rispetto a luglio 2014.

A livello geografico, è il Nord a vantare il maggior numero di aperture (il 43% del totale), seguito dal Sud e dalle Isole (33,8%) e dal Centro (23,2%). Rispetto all’anno scorso, le cose sono andate decisamente meglio in Valle d’Aosta dove si è assistito a un vero e proprio boom, con il 60% di nuove Partite Iva in più. E sono andate bene anche nella Provincia Autonoma di Bolzano e di Trento (che hanno fatto registrare rispettivamente incrementi del 9,4 e dell’8,3%). Mentre le flessioni più pesanti hanno interessato la Basilicata (-27,6%), la Calabria (-22,6%) e l’Umbria (-17,7%).

Ancora: il 24,4% delle Partite Iva aperte a luglio ha interessato il commercio, il 12,9% le attività professionali e l’8,9% il settore delle costruzioni. Ma gli avanzamenti più interessanti si sono riscontrati nel settore dell’istruzione, con un +21,1% (sempre su base annua) che ha distanziato, di molto, il +6,2% delle attività immobiliari. A precipitare è stata, invece, la quota delle Partite Iva aperte nel settore della sanità ( -20%), così come quelle avviate da chi lavora nell’agricoltura (andate giù del 17,8%).

Infine: ad aprire una partita Iva a luglio è stato, nel 62,8% dei casi, un uomo e, nel 47% dei casi, un giovane sotto i 35 anni. Una quota che segna comunque una discesa del 15% rispetto a quella rilevata a luglio dell’anno scorso. Così come in calo è risultata la percentuale dei 36-50enni che hanno aperto la Partita Iva due mesi fa: dal 51,1% di luglio 2014 si è, infatti, passati al 35% di quest’anno.



CATEGORIES
Share This

COMMENTS