Part time per over 60: la proposta di Poletti per svecchiare le aziende

Percepiranno il 65% dello stipendio e al momento della pensione non perderanno nulla. L'idea del ministro avrà successo?

L’Italia, si sa, è un Paese per vecchi. Anche al lavoro. Per abbassare l’età media dei dipendenti in azienda e dare un impulso al ricambio generazionale, il ministro Giuliano Poletti ha proposto di inserire nella legge di Stabilità una norma che prevede il part-time per gli ultrasessantenni. In pratica: il dipendente over 60 che si trova a 3 anni dalla pensione potrà negoziare con l’azienda la possibilità di lavorare metà tempo percependo il 65% dello stipendio. E senza “contraccolpi al ribasso” sull’assegno pensionistico, visto che lo Stato provvederà al pagamento dei contributi figurativi che garantiranno la riscossione del 100% dell’importo maturato a fine carriera.


part time per over 60

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La ricetta del ministro del Lavoro (illustrata in un’intervista concessa al quotidiano La Stampa) dispone, per il momento, di risorse limitate, ma se le cose andranno per il verso giusto – come si augura Poletti e non solo lui – potrebbe presto essere “rinforzata”. E agli imprenditori che hanno già puntato l’indice contro la sospetta onerosità della misura, il ministro ha replicato affermando che conviene soprattutto a loro incoraggiare una norma che mira a “svecchiare” la forza lavoro all’interno delle loro aziende. E precisando che “si deve paragonare il costo di un lavoratore alla fine della propria carriera a quello del suo sostituto: giovane, senza i costi dell’anzianità e con competenze più aggiornate”. A conti fatti, insomma, secondo il ragionamento del responsabile del Lavoro, il part-time per gli ultrasessantenni converrebbe in pimis proprio ai capi azienda invitati a corrispondere ai loro dipendenti più agée il 65% dello stipendio per mezza giornata di lavoro.

“E’ assurdo pensare che a 60 anni si possa lavorare come quando di anni se ne hanno 30 – ha spiegato Giuliano Poletti – E’ bene quindi pensare a periodi della vita lavorativa in cui l’impegno sia meno pesante, più consono all’età avanzata”. Anche perché, ha aggiunto il ministro: “Non possiamo certo pensare che si lavori intensamente fino all’ultimo giorno e il giorno successivo uno si trovi ad andare al parco”. 




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