Parlare di soldi ai figli (bambini): 4 regole

Il denaro non è un tabù. Con i giusti esempi, anche i più piccoli possono imparare a dare valore ai soldi che mamma e papà spendono per fare la spesa o pagare le bollette

Qual è il momento giusto per iniziare a parlare di soldi ai bambini? Ed è sano introdurre un argomento così veniale nella loro routine fatta di gioco e spensieratezza? Gli esperti ritengono di sì. Ed aggiungono che non è mai troppo presto per cominciare a trasmettere i primi prudenti insegnamenti sul valore dei soldi che permettono di acquistare i giocattoli e i dolciumi che tanto desiderano. Ma attenzione: occorre procedere con cautela, evitando di fare quei passi falsi che potrebbero trasformare il denaro in una vera e propria ossessione.


Come parlare di soldi ai figli

Quello che ogni bravo genitore dovrebbe cercare di fare è spiegare innanzitutto ai propri figli che i soldi non cascano dagli alberi . E che devono essere spesi con criterio: prima per soddisfare i bisogni della famiglia e poi, se ce n’è la possibilità, per concedersi qualche sfizio. Parlarne e proporre modelli comportamentali oculati è la base da cui bisogna partire.

parlare di soldi ai figli

I soldi non sono un tabù

Quello che gli adulti dovrebbero sforzarsi di accettare è che il denaro ha un forte impatto sulla vita dei loro figli. E che dunque occorre imparare a parlarne con loro, ricorrendo (ovviamente) alle giuste formule. Stando alle ricerche condotte da autorevoli università straniere, la maggior parte dei genitori tende, invece, a schivare l’argomento. Perché? Perché reputa che sia una cosa che sfugga alla comprensione dei più piccoli e da cui è meglio metterli al riparo. Niente di più sbagliato: se i bambini percepiscono che di soldi non si può parlare serenamente con mamma e papà, dedurranno che è perché c’è qualcosa di intrinsecamente negativo in loro. Rischiamo, insomma, di metterli su un binario sbagliato.

La lezione del supermercato

Più di ogni spiegazione verbale (che, a seconda dell’età del bambino, può risultare troppo vaga e fumosa), a fare la differenza sono i nostri comportamenti. I bambini sono tipi pragmatici, che amano sperimentare sulla loro pelle quello che gli adulti raccontano loro. Perché non farlo anche coi soldi? Quando andiamo al supermercato, per esempio, cerchiamo di non dire subito di no alle richieste dei nostri figli che vorrebbero riempire il carrello di merendine e cioccolati. Ma forniamogli tutte le spiegazioni del caso, invitandoli ad essere più oculati nelle scelte. Cosa vuol dire? Che se spieghiamo loro che abbiamo un certo budget a nostra disposizione, gli faremo capire che non è possibile acquistare tutto. E che bisogna scegliere con cura, magari approfittando delle offerte o preferendo un prodotto meno noto (ma ugualmente buono) a quello che viene pubblicizzato in tv. E’ un modo semplice e immediato per responsabilizzarli sull’uso del denaro e sull’importanza del risparmio e della convenienza.

Occhio ai pagamenti elettronici

Forse non ci avevate mai pensato, ma l’utilizzo del bancomat e delle carte di credito può mettere fuori strada i bambini, spingendoli a credere che è possibile comprare di tutto, senza spendere nulla. Il funzionamento dei pagamenti elettronici va spiegato per bene, precisando che esistono vari modi di fare acquisti. E che il fatto che non si sia messo mano al portafogli per dare i soldi al cassiere non significa che abbiamo portato a casa qualcosa che non abbiamo pagato. Il consiglio è sempre quello di far comprendere che il denaro che si guadagna è frutto di impegno e lavoro. E che alcune volte è possibile vederlo e toccarlo, mentre altre volte no.

Discutere sì, litigare mai

In tempi di crisi come questi, ogni famiglia “media” che si rispetti deve fare i conti con le spese da affrontare mensilmente. Il mutuo e le bollette lasciano solitamente pochi margini di manovra e la possibilità che mamma e papà discutano sugli acquisti da fare o a cui dare la precedenza esiste eccome. Come bisogna comportarsi coi bambini? Ancora una volta sarebbe bene renderli partecipi purché non li si angosci o non li si carichi di stress negativo. Va bene spiegare che ci sono momenti in cui è importante “stringere la cinghia”, ma se i disaccordi si trasformano in litigate furibonde, i bambini finiranno per credere che i soldi sono la causa di ogni male.



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