Parità retribuitiva uomo-donna: è una chimera?

Parità retribuitiva fra uomo e donna? E’ solo un miraggio, purtroppo. Nel mondo del lavoro, come in altri settori, le discriminazioni di sesso continuano a ingenerare vergognose e incomprensibili “differenze”. Che ci siano lavoratrici donne che, in alcuni settori, guadagnano più degli uomini è un dato di fatto. Ma se guardiamo la situazione nel suo complesso, i dati sono davvero allarmanti! A parità di mansione, di ore lavorative e di età, le donne vengono sempre retribuite in minor misura rispetto ai colleghi maschi.


Se prendiamo come esempio un anno lavorativo, alle donne, mediamente, occorre lavorare 50 giorni in più per avere lo stesso stipendio degli uomini.

A sottolineare la vergognosa discriminazione, ci ha pensato la consigliere regionale alle Pari Opportunità della Regione Luguria, Valeria Maione: “Nonostante le leggi nazionali e internazionali prevedano la parità retributiva tra maschi e femmine una donna deve lavorare ogni anno fino al 18 febbraio di quello successivo, 418 giorni di calendario per guadagnare quanto un uomo in un solo anno. Un fenomeno che non riguarda soltanto il lavoro dipendente ma investe anche gli autonomi e le libere professioni”.

I dati forniti durante la manifestazione Equal Pay Day si sommano a quelli diffusi nei giorni scorsi dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) secondo i quali, in Italia, le donne lavorano mediamente 3 ore in più, al giorno, rispetto agli uomini. E si continua a parlare di Pari Opportunità!



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