Pagamenti tra imprese e ritardi: grazie a direttiva UE pagamenti entro 30 giorni

Che si tratti di una rivoluzione nei crediti (debiti) commerciali o meno, lo sapremo solamente nel corso dei prossimi mesi. Intanto, però, possiamo ben annoverare l’arrivo di un disegno di legge, che recepisce la direttiva Ue del 2011 contro i ritardi nei pagamenti, già approvato in commissione attività produttive della camera, e ora in procinto di passare alle negoziazioni di Camera e Senato.


In estrema sintesi, il disegno prevede che i pagamenti tra imprese (escluse quelle della pubblica amministrazione, per le quali è in corso di applicazione la procedura di certificazione e di smobilizzo bancario) debbano avvenire entro i 30 giorni. Un provvedimento che probabilmente potrà porre parziale rimedio alla cattiva prassi di dilungare eccessivamente il regolamento economico dei debiti commerciali, che nel nostro Paese ha purtroppo assunto dei connotati di elevata pericolosità.

Stando a quanto evidenziava recentemente il servizio Dap (Database delle abitudini di pagamento) realizzato da Assifact in collaborazione con Cribis D&B, e presentate poche settimane fa a Milano nel corso di un convegno, emerge che nel Sud i debiti commerciali vengono pagati entro 300 giorni contro i 150 impiegati al Nord, e contro una media nazionale di 229 giorni. Per quanto concerne le classi di attività commerciale, le più lente sono proprio quelle appartenenti alla pubblica amministrazione e – al suo interno – all’assistenza sanitaria, dove non sono rari i tempi di pagamento vicini o superiori all’anno.

“All’interno della distribuzione geografica e secondo i settori di attività economica, le differenze sono rilevanti. Il Nordest registra tempi medi di pagamento intorno ai 150 giorni (cinque mesi) mentre per l’area Sud si rilevano tempi medi superiori ai 300 giorni (10 mesi). Circoscrivendo l’analisi ad alcune classi di attività economiche, tipicamente riconducibili alla pubblica amministrazione, come difesa, assicurazione sociale obbligatoria, assistenza sanitaria, i tempi medi di pagamento risultano superiori ai 270/360 giorni (9/12 mesi)” – sottolineava in materia il quotidiano Italia Oggi nella sua edizione del 21 settembre – “La classificazione in base alle attività economiche evidenzia invece una quota importante del database, in termini di volumi, riferita alla categoria «assistenza sanitaria», che rappresenta circa il 18% del totale. Il commercio al dettaglio, invece, rappresenta il 12% circa”.

“Il Dap” – commentava in proposito Alessandro Carretta, segretario generale di Assifact – “è una nuova iniziativa dell’industria italiana del factoring realizzata da Assifact in collaborazione con Cribis D&B, che gestisce il servizio, e che si basa sull’aggregazione e sull’analisi dei reali comportamenti di pagamento dei debitori coinvolti da operazioni di factoring e non su indagini campionarie o su proiezioni più o meno attendibili”. Macro Preti, che di Cribis D&B è amministratore delegato, ha invece sottolineato che “Cribis D&B ha collaborato alla realizzazione e seguirà la gestione del Dap. I partecipanti contribuiscono i dati mensilmente e con la medesima tempistica Cribis fornisce i dati di ritorno aggregati ed arricchiti con numerosi indici e confronti su più dimensioni di analisi”.

Dunque, uno sguardo al recente disegno di legge, che secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, è un vero e proprio “atto di civiltà giuridica che ci avvicina all’Europa” visto e considerato che, secondo la stessa associazione, nel 2011 quasi un fallimento su tre è stato causato dai ritardi nei pagamenti.




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