Over 50 e donne: con i fondi europei 20mila posti di lavoro in più

20mila nuovi posti di lavoro, con particolare attenzione all’inclusione nel mercato dei segmenti più “deboli” come gli over 50 e le donne. Secondo quanto affermato dal ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia, un simile risultato sarebbe ottenibile mediante politiche di decontribuzione, queste ultime finanziate dai fondi europei. Con tali prerogative, il ministro ha così voluto rassicurare circa l’investimento del Governo nella riallocazione efficiente delle risorse comunitarie, andando a spingere verso obiettivi maggiormente attinenti alle difficoltà di alcune aree del Paese, e di alcuni profili socio-lavorativi.


La strategia del governo è insomma piuttosto chiara e, invero, non nota. “Il tentativo in atto” – ha precisato Trigilia durante il suo intervento al convegno sugli scenari futuri del mercato di lavoro dinanzi alla crisi, organizzato dal dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università Bicocca, a Milano – “è spostare le risorse verso pochi obiettivi significativi, abbandonando politiche passive di sostegno al reddito, per una decontribuzione totale a favore delle aziende, e finanziando iniziative di autoimprenditorialità”.

Tra le principali iniziative predisposte dall’esecutivo, la possibilità di favorire e agevolare l’accesso delle giovani risorse laureate all’interno delle piccole e medie imprese (concretamente, mediante borse di studio e bonus sulle assunzioni), il sostegno ai settori emergenti nel mercato mondiale (dalla moda all’agroalimentare di qualità) o ancora un supporto alla ricerca applicata al manifatturiero.

Ancora, considerando che l’Italia non può permettersi il lusso di allocare in maniera non efficiente le risorse comunitarie, Trigilia ha ribadito come “la governance della spesa vada modificata”. Come riportavano le dichiarazioni ribaltate sul Sole 24 Ore, il ministro ha sottolineato come occorra orientarsi “verso una strategia nazionale che integri gli indirizzi e, dove possibile, le risorse delle regioni. La frammentarietà delle decisioni rende difficile operare con efficacia”.



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