Over 50 disoccupati: outplacement e flessibilità le chiavi per combattere

disoccupati over 50Stando agli ultimi dati riferiti all’anno 2013 i disoccupati over 50 hanno raggiunto le 438 mila unità, una cifra che è diventata così allarmante cominciare ad essere giustamente considerata un’emergenza sociale. Per i cinquantenni infatti trovare lavoro oggi  è davvero difficile se non addirittura impossibile in assenza di aiuti mirati.  La risoluzione di questo enorme problema è tra le priorità segnalate dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il quale ha tra i suoi progetti proprio un contratto ad hoc volto a facilitare il loro reinserimento degli over 50 nel mercato del lavoro. Bisogna tenere presente che la grandissima parte di queste persone ha una famiglia, una moglie, un marito e dei figli. E come è noto nemmeno per i più giovani negli ultimi anni trovare lavoro è impresa troppo facile, anzi. Sussiste quindi molto spesso un serio problema di reddito  familiare.


Sulla proposta del Ministro Poletti si è favorevolmente espressa anche Cetti Galante, AD di Intoo, società appartenente alla galassia Gi Group e leader in Italia nella ricollocazione professionale, riaffermando il valore e l’importanza dei servizi di outplacement, ovvero dell’accompagnamento delle persone in uscita da un’azienda nella ricerca di nuove opportunità professionali. Galante ha poi spiegato come “la ricollocabilità aumenti laddove le persone dimostrino anche flessibilità territoriale e – soprattutto relativamente alla fascia di stipendi alti – una certa elasticità salariale, oltre ad una adattabilità a rimettersi in gioco in termini di formazione.”

Ogni anno sono circa 3.000 le persone che Intoo segue in percorsi di ricollocamento professionale e tra questi, coloro che rientrano in una fascia d’età al di sopra dei 50 anni, sono circa il 29%. Il 90% delle persone seguite da Intoo rientra nel mercato del lavoro dopo circa 6 mesi: tra questi il 30% con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il restante con rapporti a tempo determinato o con partita IVA. È quest’ultima modalità che ci interessa maggiormente perché è quella più “scelta” dalla fascia dei disoccupati over 50 che rientrano infatti nel mercato del lavoro soprattutto come consulenti aziendali in imprese di media grandezza o intraprendendo scelte di micro imprenditorialità.



 

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